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Politica lunedì 02 dicembre 2019 ore 10:26

"Rea cambia nome ma il modus operandi no"

La discarica di Scapigliato

Durissimo attacco della Lega di Rosignano, inerente il cambiamento, avvenuto da pochi giorni, del nome di REA con quello di Scapigliato Srl



ROSIGNANO MARITTIMO — In questi giorni Rea, società che gestisce la discarica di Rosignano, ha annunciato che la denominazione sociale diventerà Scapigliato srl.

"Si tratta di un cambiamento che valorizza la nuova importante direzione che la realtà toscana vuole intraprendere: trasformare l’impianto di smaltimento in un fattore di sviluppo del territorio, superando il concetto di discarica in un’ottica di trasformazione del rifiuto, recupero e potenziale re-immissione sul mercato, dove a beneficiarne siano in primo luogo i cittadini", ha spiegato l'azienda.

Un cambiamento che però non trova d'accordo la Lega, che ha espresso dure critiche, tramite la sua segreteria di Rosignano.

"La Lega esprime tutti i suoi dubbi sulla utilità di questo cambio di ditta sociale se non per la circostanza di aver ceduto alla voce popolare che da sempre individua con il nome di Scapigliato il compendio aziendale. Non cambia però la sostanza ed il modus operandi: la totale assenza di specifiche professionalità interne, indispensabili per poter concretizzare la tanto reclamizzata "fabbrica del futuro", le rischiose esposizioni economiche per acquisto di terreni circostanti, che riteniamo del tutto prive di utilità rispetto alla principale missione industriale dell'azienda, e pur a fronte di non piu floridi margini di utile.

Vi è poi l' inevitabile permanere di una gravosa situazione di crediti deteriorati dettata da insolvenze della società Lonzi Metalli Srl. Ricordiamo infatti come una indagine della Procura distrettuale di Firenze abbia disarticolato un traffico di rifiuti, individuando società commercialmente coinvolte con Rea Impianti srl che lasceranno a questa ultima fatture da pagare per milioni di euro.

Di fatto debiti e mancati investimenti a spese della comunità rosignanese. Per ultimo, segnaliamo l' ingente investimento previsto per una "fabbrica", rimasta ancora dei sogni e che molto più concretamente, consiste in un progetto che parte in ritardo, immaginato negli anni d' oro di Rea, ma con una filosofia di partecipazione distante dalla nostra comunità, che avremmo voluto invece coinvolgere con un vero cambio societario, virando per l' azionariato pubblico. 

Una occasione persa che poteva servire per avviare un diretto intervento di aziende del luogo e possibili partnership forti con società come A2A, in grado di sviluppare impiantistica di ultima generazione, creando cosi' reali condizioni per competere sul mercato, con un ritorno diretto di ricchezza anche per i privati e meno effetti odorigeni in aria". 

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