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lunedì 27 gennaio 2020

Attualità domenica 15 settembre 2019 ore 11:50

Naturalmente, per i pazienti di Alzheimer

Si è concluso al parco archeologico San Vincenzino la seconda edizione del progetto che ha l'obiettivo di far conoscere i luoghi della cultura



CECINA — Si è conclusa mercoledì pomeriggio al parco archeologico di San Vincenzino la seconda edizione del progetto “Naturalmente. I luoghi della cultura della provincia di Livorno per l’Alzheimer” che ha avuto il patrocinio del Comune di Cecina. Nato con la finalità di aprire i luoghi della cultura anche alle persone con problemi cognitivi, quest’anno sono stati circa 40 i malati di Alzheimer che hanno partecipato accompagnati da un familiare o da un operatore professionale con la guida di persone esperte.

“Dopo i risultati raggiunti con il primo anno di progetto, che hanno dimostrato come in un ambiente privo di barriere cognitive le persone con demenza possono partecipare pienamente alla vita sociale e culturale – ha commentato la presidente della cooperativa Il Cosmo Silvia Guerrini che gestisce il parco di San Vincenzino per conto del Comune di Cecina - questa seconda edizione, nell’ottica di diffondere la cultura dell’accoglienza, ha aperto le porte anche ad altre realtà culturali del territorio provinciale livornese”. Di fatto, quest’anno i pazienti hanno potuto interagire, ad esempio, con i reperti del museo archeologico di Cecina e partecipare a lezioni di musicoterapia.

Molti sono stati i soggetti che hanno organizzato e curato questo progetto promosso dalla Regione Toscana, partito a marzo e sviluppatosi tra Rosignano, Cecina e Livorno come il museo di storia naturale del Mediterraneo, la fondazione Casa Cardinale Maffi, Aima Costa etrusca onlus, la fondazione d’arte Trossi Uberti, il centro culturale Le Creste, il museo archeologico Palazzo Bombardieri, la Biblioteca Comunale di Cecina, il Museo Archeologico La Cinquantina e il Parco Archeologico di San Vincenzino.

“Si tratta – ha sottolineato l’assessora alla Cultura Lucia Valori – di una rete davvero importante e ben strutturata. Nonostante non ci siano purtroppo cure certe per l’Alzheimer queste iniziative contribuiscono a rallentarne il decorso e a creare effetti benefici nei pazienti rendendo al tempo stesso i luoghi della cultura accessibili e fruibili da ogni tipo di pubblico”.



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