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giovedì 06 ottobre 2022

INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

​Clara Mallegni nel regno di Pinocchio

di Riccardo Ferrucci - domenica 07 agosto 2022 ore 08:00

Clara Mallegni
Clara Mallegni

Clara Mallegni, artista poliedrica e originale, pittrice scultrice, è nata a Viareggio (Lucca), vive ed ha lo studio a Massa. La costante della sua ricerca nell'utilizzo dei materiali più disparati, spazia dal figurativo all'astrazione, dal collage alla scultura, con simboli costantemente presenti. L'archetipo, utilizzato con frequenza, è una figura umana in volo che fa pensare alla felicità. Il 2019 l'ha vista protagonista con una personale a Collodi intitolata “AttualMENTE Pinocchio” (catalogo curato da Lodovico Gierut e Marilena Cheli Tomei) e a Forte dei Marmi con “Corsari” presso la Casa-Museo “Ugo Guidi” con catalogo a firma di Lodovico Gierut e Vittorio Guidi. Nel settore cinematografico, oltre che attrice protagonista del lungometraggio “L'Uomo Samargantico” (regia di Luca Martinelli), ne ha curato la produzione. A Collodi ha presentato nel mese di giugno una nuova mostra “C’era una volta un pezzo di legno”. Come ci ha confessato l’artista “Pinocchio è fondamentale per la mia arte, è il primo libro che ho letto da bambina e avverto costantemente la sua presenza nel mio universo poetico.”

In questa mostra Mallegni riesce a esprimere la sua modernità attraverso l’utilizzo di tecniche diverse dalla pittura alla scultura, il tema del burattino diventa un modus operandi per cercare di esprimere l’idea di una fantasia che si libera in un universo in continua mutazione.

Come scrive Marilena Cheli Tomei “In Pinocchio c'è un poco di ognuno di noi e volevo arrivare a dire proprio questo per parlare delle opere di Clara Mallegni; i suoi lavori sono in gran parte su carta a tecnica mista, in particolare collages nei quali ha sempre dimostrato di possedere grandissima originalità. A mio parere in ognuna di esse Mallegni ha manifestato il tratto che la accomuna al personaggio di Pinocchio e cioè l'intensa vitalità con cui affrontano la vita entrambi: non a caso l'artista ha scelto come oggetto delle sue opere un burattino allegro e reattivo nonostante le disavventure, una figura che affronta varie esperienze negative, spesso da lui cercate, ma riemerge sempre con una nota di ottimismo, pur rendendosi conto di essere stato la causa dei suoi problemi.”

È l’idea di una profonda vitalità, di una felicità creativa, che anima il lavoro della Mallegni, che trova in Pinocchio un simbolo della rivolta alla quotidianità, alle regole imposte dalla società, ad un modo di vivere condizionato e sorvegliato. In una grande scultura in marmo “C’era una volta un pezzo di marmo” traspare la poesia e la libertà della sua costruzione, che riesce a delineare un luogo di delicata armonia, dove il bianco del marmo si incontra perfettamente con una costruzione delicatamente lirica. Nelle sue opere dedicate al burattino si sommano tecniche diverse dal collage alla poesia visiva, il tutto manipolato da una sapienza compositiva rara.

L’arte di Clara Mallegni ha la dimensione evocativa della musica, i tempi ed i ritmi sospesi di un canto o di un suono che nasce e muore dalle cose, continuamente modificando gesti ed esiti formali. È una dimensione narrativa circolare quella che propone l’artista nel suo cammino attraverso cicli di dipinti che si ripetono, inseguendosi e richiamandosi, attraverso anche rimandi espliciti ai suoni. La Mallegni è ormai entrata in un tempo della classicità, i suoi ritmi e segni hanno la forza della pittura storica, dei maestri del rinascimento; la sua arte vive in un regno fuori dal tempo e dalle mode. I suoi personaggi, gli animali si muovono nel sogno, ma hanno la consistenza e la forza delle realtà, come se l’autore riuscisse a trovare un suo ritmo che si contrappone al tempo ordinario della vita.

L’arte della Mallegni nelle sue grandi sculture e in altri cicli pittorici trova le ragioni profonde di una poetica che trova nella leggerezza e nella lievità i motivi fondanti, come scrive Calvino “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”, è proprio l’idea di ritrovare una sguardo leggero l’ambizione della pittura della Mallegni, che, anche nelle sue sculture, cerca sempre di individuare una dimensione di lievità, di sguardo verso l’alto.

In questa ottica anche la scelta di Pinocchio, come repertorio di storie, è un modo per raccontare in modo giocoso il mondo moderno, di gettare lo sguardo su un luogo ricco di fantasia e vitalità. Spesso, come suggeriva Enrico Baj, l’arte della Mallegni trova nel gioco un modo per penetrare nella complessità del presente, nel leggere la vita con gli occhi della fantasia.

Riccardo Ferrucci

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