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Attualità Venerdì 23 Ottobre 2026 ore 09:35

Lente sulla rete dell'emergenza medica

Foto di repertorio

Il sindaco Marabotti ha fatto richiesta di accesso agli atti, ma le risposte non arrivano. Chiesta convocazione della Conferenza dei Sindaci



ROSIGNANO MARITTIMO — Il sindaco di Rosignano Marittimo Claudio Marabotti tuona contro il sistema della gestione dell'emergenza medica territoriale.

“È grave e istituzionalmente inaccettabile il comportamento della Direzione dell’ASL Toscana Nord Ovest, che continua a ignorare richieste di informazioni ed accesso agli atti relative a episodi di emergenza medica territoriale, nonostante ripetute sollecitazioni formali e la richiesta di un incontro urgente”, ha spiegato il sindaco da sempre contrario al modello di riorganizzazione del 118 partito prima dell’estate appena trascorsa.

Non essendoci state risposte, Marabotti ha richiesto alla presidente una convocazione della Conferenza dei Sindaci delle Valli Etrusche, al fine di rendere note a tutti i sindaci dell’intero territorio “le reticenze dell’ASL su un tema di importanza vitale per i cittadini”.

La vicenda nasce dalla riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza territoriale, che ha comportato la rimozione della figura del medico dell’emergenza territoriale dal servizio di Rosignano. Una modifica che il sindaco Marabotti, nonché medico, ha giudicato fin dall’inizio potenzialmente pericolosa, sollevando preoccupazioni precise sulla capacità del nuovo assetto di garantire soccorsi tempestivi ed efficaci (leggi qui sotto gli articoli collegati).

E’ per questo che Marabotti, per verificare la fondatezza di tali preoccupazioni, ha avviato una serie di richieste di informazione e di accesso agli atti riguardanti specifici episodi nei quali potevano sussistere dubbi sull’efficienza degli interventi.

“Dalla prima documentazione acquisita - ha fatto sapere Marabotti - sono effettivamente emersi elementi meritevoli di approfondimento. In almeno un caso è stata la stessa Direzione dell’ASL a riconoscere la presenza di ’margini di miglioramento’. Una dichiarazione che avrebbe dovuto indurre l’Azienda sanitaria a favorire ogni ulteriore verifica, nella consapevolezza che individuare eventuali criticità costituisce un passaggio essenziale per migliorare il servizio e tutelare la salute pubblica. È invece accaduto che la successiva richiesta di approfondimento, presentata proprio per definire meglio quell’episodio, sia rimasta senza risposta. Altrettanto inspiegabilmente, nessun riscontro è stato fornito alla richiesta di documentazione relativa a un secondo episodio di emergenza territoriale, avvenuto il 10 Agosto 2026”.

La disponibilità dei dati è stata quindi sollecitata il 21 Settembre 2026 e nuovamente richiesta il 2 Ottobre, insieme alla domanda di un incontro urgente con la Direzione aziendale. 

“Nonostante il tempo trascorso, nessuna risposta è pervenuta. Non siamo di fronte a un semplice ritardo burocratico. - ha sottolineato il sindaco di Rosignano - Siamo di fronte a un comportamento gravemente scorretto sul piano istituzionale, perché impedisce di esercitare pienamente una funzione di controllo e di tutela della salute pubblica che compete al sindaco. Non si può pensare di modificare un servizio essenziale come quello dell’emergenza territoriale e poi sottrarsi alle richieste di chiarimento sugli esiti concreti di quella riorganizzazione. Il sindaco sta chiedendo informazioni nell’esercizio delle proprie responsabilità istituzionali e sanitarie, dopo che la stessa Azienda ha riconosciuto l’esistenza di una performance non ottimale dei soccorsi in un caso di emergenza medica maggiore". 

Una situazione che, secondo il sindaco, non fa altro che alimentare interrogativi sulla reale efficacia del sistema organizzativo adottato. "La mancanza di risposte non dimostra l’esistenza di inefficienze sistematiche ma impedisce di verificarlo, generando sospetti e incertezze", ha concluso..


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