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Politica giovedì 15 settembre 2016 ore 17:30

"Qual è l'inquinamento chimico del mare?"

I consiglieri Serretti, Becherini e Settino

Lo chiede attraverso un'interpellanza all'amministrazione comunale il Movimento 5 Stelle: "Le analisi di Arpat possono rilevare solo batteri fecali"



ROSIGNANO M.MO — "Quando si parla di qualità e del nostro mare, ci si basa su dati che non forniscono il reale stato, ma che sono il risultato di analisi che riguardano solo due microrganismi, precisamente Enterococchi intestinali ed Escherichia coli; indagini di Arpat o Goletta verde di Legambiente si fermano a questo tipo di analisi, che però non sono la dettagliata fotografia dello stato di salute delle acque costiere". Questa la riflessione del consigliere comunale del Moviemento 5 Stelle, Francesco Serretti.

"I test italiani non controllano l’inquinamento chimico del mare - spiega -, le analisi delle acque marine per la balneabilità disposte dalle Agenzie regionali per l'ambiente si concentrano, attenendosi ad una legge europea, sulla concentrazione dei batteri fecali, escludendo indagini in grado di evidenziare l'inquinamento chimico del mare e delle spiagge; la normativa comunitaria non contempla i contaminanti chimici, ma delega alle autorità locali il compito di tutelare la salute pubblica".

Attraverso un'interpellanza, i pentastellati quindi chiedono all'amministrazione comunale se "abbia mai commissionato indagini sullo stato chimico del nostro mare, riprendendo quella delega che la norma europea concede, svolgendo quindi un ruolo attento ed attivo nel monitoraggio delle acque costiere".

"Se potessimo allargare lo sguardo e verificare sia la presenza nel mare di microrganismi batterici che di metalli pesanti - ha aggiunto la consigliera comunale Elisa Becherini -, forse il livello di balneabilità delle nostre acque costiere potrebbe risultare meno idilliaco, ma più veritiero, poiché frutto di indagini complete e non parziali".

"Che nelle acque costiere sia presente un grado di inquinamento chimico è accertato - afferma il consigliere pentastellato Mario Settino -. Lo studio condotto dal dottor Claudio Marabotti, assieme ai colleghi Elio Venturini, Paolo Scarsi, pubblicato sulla rivista medica internazionale International Journal of Occupational Medicina and Environmental Health riporta i dati dell’E-PRTR, riguardanti le installazioni industriali presenti nel nostro Comune, tali dati attestano rilascio di livelli elevati di metalli pesanti. Vorrei ricordare che nel 2013 un'inchiesta della Procura di Livorno evidenziava che Solvay aveva attivato un sistema di scarichi in mare non mappati che permettevano all'azienda di diluire sostanze come mercurio, piombo, selenio e fenoli vari affinché nel momento in cui questi arrivavano a valle risultassero in regola con i parametri previsti dalle normative di legge. L'inchiesta si è conclusa attraverso un patteggiamento con multe a 4 dirigenti e l'obbligo di effettuare un piano di risanamento, bonifica e messa in regola entro il 2015; anche in merito a questo con la nostra interpellanza chiediamo se il Sindaco sia al corrente degli esiti della bonifica imposta dalla Procura a Solvay, in particolare quali siano esattamente e dettagliatamente le azioni e gli interventi svolti dall'industria per ripristinare i livelli ambientali. Come sempre informeremo i cittadini sulle risposte ottenute".

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