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Attualità Mercoledì 25 Febbraio 2026 ore 06:15

Lipu Cruma, oltre 6200 animali ricoverati

Uno sparviere curato

Anno da record per il Centro di Livorno, che ospita animali dalle province di Livorno e Pisa



LIVORNO — Il Centro recupero fauna selvatica Lipu Cruma Livorno chiude il 2025 con un nuovo, significativo record di attività: 6.281 animali selvatici ricoverati, il numero più alto di sempre, che testimonia l’impegno senza pari di una struttura punto di riferimento per la tutela della fauna in Toscana.

I numeri del 2025 e le specie più fragili

L’attività del Cruma ha interessato una straordinaria biodiversità. La stragrande maggioranza dei pazienti è rappresentata da uccelli (oltre 5.500 esemplari), mentre i mammiferi ricoverati sono stati circa 630. 

115 le specie di uccelli prese in cura, con oltre 4.700 esemplari che appartengono a categorie particolarmente protette dalla legge, tra cui la rarissima Cannaiola di Jerdon, la Berta maggiore, il Marangone dal ciuffo e, per la prima volta in Italia, un esemplare di Sciabica minore.

Non meno importante il lavoro sui mammiferi, con la gestione di 22 specie, include sei diverse specie di pipistrelli, come il raro Molosso di Cestoni e il Vespertilio smarginato.

L’attività si intensifica nei mesi tardo-primaverili ed estivi, periodo in cui tradizionalmente si registra il picco di ricoveri di piccoli appena involati o in fase di svezzamento, con il Rondone comune a fare da traino.

Un dato interessante, e probabilmente legato ai cambiamenti climatici, è la presenza di questi giovani animali anche in periodi dell’anno insoliti, segno di una possibile alterazione dei cicli riproduttivi di alcune specie.

Per un terzo dei pazienti, la causa del ricovero non era unica: a un trauma o a una debilitazione si aggiungevano complicazioni come ferite da arma, intrappolamento o malattie, che hanno reso le cure mediche più complesse e, in molti casi, influenzato negativamente le possibilità di salvezza.

Personale, volontari e cittadini insieme in prima linea

Dietro ogni animale salvato c’è l’impegno di una squadra affiatata. Un direttore sanitario e un’equipe di cinque medici veterinari lavorano a stretto contatto con 130 volontari, molti dei quali ricoprono più ruoli, dalla gestione dei pazienti al soccorso sul territorio.

L’impegno è senza sosta: per sette mesi all’anno, l’attività si protrae dalle prime ore del mattino fino a mezzanotte, con la necessità di monitoraggi notturni per i casi più gravi. Il risultato è un impegno complessivo che ha superato le 25.000 ore di cure, 5.000 ore di soccorso e oltre 46.000 chilometri in lungo e in largo tra le province di Livorno e Pisa. 

Un lavoro di squadra che permette di raggiungere un tasso di liberazioni che, se si escludono i casi di animali giunti già in condizioni disperate, sfiora il 60%.

Il successo del Cruma è anche merito dei cittadini, che hanno consegnato direttamente al Centro quasi 3.000 animali. Un gesto di responsabilità che si affianca al sistema di soccorso attivato dalla Lipu, che ha permesso di recuperare oltre 2.400 esemplari nei territori convenzionati.

Il dialogo con la comunità è intensissimo, testimoniato da 15.000 telefonate e da un numero impressionante di interazioni via Whatsapp, quasi 92.000, uno strumento che si è rivelato fondamentale per fornire prime indicazioni e per evitare, in circa 500 casi, ricoveri impropri. Grazie a questo strumento è stato possibile risolvere tante piccole situazioni di difficoltà degli animali direttamente sul posto.

Guardare avanti significa anche investire in conoscenza. Nel 2025, sono state 71 le persone che hanno partecipato ai corsi di formazione della Lipu Cruma, pronte a diventare i volontari di domani. Ma il Centro è anche un vivace laboratorio di ricerca scientifica, con collaborazioni prestigiose come quella con l’Istituto Superiore di Sanità per un’indagine sul coronavirus nei ricci. Qui inoltre si studia l’impatto del piombo sulla salute degli uccelli, si fa ricerca sulle sindromi carenziali nei piccoli di Passera d’Italia e si collabora con l’Università di Pisa per tesi di laurea sugli effetti della temperatura sugli uccelli urbani. Infine, prosegue il prezioso contributo ai progetti di conservazione con il Parco Nazionale Arcipelago Toscano.

Criticità e rapporto con le istituzioni

Un bilancio positivo non può però ignorare le criticità. La crescita costante dei ricoveri impone uno sforzo sempre maggiore in termini di risorse umane e specialistiche, ma pone anche un limite fisico invalicabile: la capienza della struttura, che rischia di essere messa a dura prova. A questo si aggiunge una difficoltà operativa non trascurabile nel rapporto con il sistema di emergenza. In numerosi interventi su strade ad alto scorrimento per animali investiti, nonostante la richiesta sistematica, la presenza delle Forze dell’Ordine per la messa in sicurezza del traffico non viene garantita. Una mancanza che espone i volontari della Lipu a rischi significativi.

Le convenzioni con la Regione Toscana e i tanti Comuni, hanno garantito buona parte delle preziose risorse che servono a coprire le spese di cure e riabilitazione. Tuttavia, per affrontare le sfide future, sarà necessario un passo avanti.


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