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Attualità domenica 10 maggio 2020 ore 11:18

"Questionario Covid? Diffusione cospicua"

L'epidemiologo del Cnr Bianchi ha commentato i primi risultati delle analisi che hanno interessato la popolazione del territorio cecinese



CECINA — Epicovid 19 è l'indagine epidemiologica nazionale promossa dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG) e la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT). 

Lo scopo della ricerca è quello di giungere a una valutazione più precisa della prevalenza di Covid-19 a livello nazionale che possa consentire di formulare indicazioni per assumere decisioni di politica sanitaria e di gestione dell’emergenza. 

Il Comune di Cecina aveva chiesto che venisse realizzata un’indagine specifica sul territorio.

La prima fase ha visto la promozione e diffusione di un questionario on line che i cittadini hanno, su base volontaria, compilato. Il questionario è ancora disponibile cliccando qui, ma il Cnr ha provveduto ad una prima analisi delle risposte date. 

Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr e membro del team di ricerca, ha provveduto ad illustrare i primi dati. Lunedì 4 maggio, giorno di inizio della Fase 2, risultavano raccolti 2059 questionari, 99 dei quali senza l’autorizzazione da parte dei compilatori e 1608 (l’82%) compilato da persone residenti o domiciliate nel nostro Comune, mentre gli altri erano di cittadini dei comuni limitrofi e per questo esclusi ai fini dell’indagine su Cecina. 

“Il contributo maggiore – ha detto Bianchi – è arrivato dalle donne con il 59,6 per cento a fronte del 39,4 degli uomini, su una popolazione che conta il 54 per cento di donne e il 46 di uomini”.

L’età media dei partecipanti è di 48 anni, probabilmente anche per le modalità di diffusione del questionario che sono state necessariamente digitali, leggermente più avanzata tra gli uomini (49,8 anni) che tra le donne (47,4 anni), a fronte di un’età media nella popolazione di 57,5. La distribuzione secondo il titolo di studio evidenzia un 53 per cento con titolo di media superiore, 30 per cento con laurea e 17 per cento con titolo di scuola media inferiore o licenza elementare. Il 61 per cento è occupato, il 14 pensionato, il 12 disoccupato e il 5 studente.

“Trattandosi di un campione ottenuto su base volontaria – ha ripreso Bianchi - è risultato più giovane e con più donne rispetto alla popolazione residente, e quindi non può essere interpretato come rappresentativo dell’intera popolazione residente. Tuttavia, la cospicua numerosità raggiunta, pari a circa il 7 per cento della popolazione residente con oltre 18 anni di età (su dato ISTAT 2019) e la distribuzione accettabile per sesso e età, permettono di ricavare informazioni utili, specie su variabili altrimenti indisponibili che potranno essere seguite in fasi successive”.

Il 32 per cento dei compilatori ha ammesso di avere paura per la propria salute, il 58 per cento di temere soprattutto per i familiari, sentimento più pronunciato tra le donne.

Il questionario andava ad indagare anche i contatti e le interazioni sociali nel periodo di lockdown: solo in 124 hanno dichiarato contatti giornalieri con oltre 100 persone, il 54 per cento (868) ha barrato la scelta “10 o più persone”. Prima dell’8 marzo, data dell’entrata in vigore delle prime restrizioni, 868 su 1608 (54 per cento) facevano attività fisica saltuaria (fino a 2,5 ore a settimana), 124 (7,7 per cento) più intensa (più di 2,5 ore a settimana). Con il lockdown 870 persone (52 per cento) hanno dichiarato nessuna o una uscita di casa a settimana, 219 soggetti (14 per cento) una o più uscite al giorno. Il 99 per cento non ha mai usato mezzi pubblici.

I sintomi dichiarati sono stati:

SintomoNumero%
Febbre > 37,5 °C1228
Tosse28718
Mal di gola/raffreddore38424
Mal di testa37924
Dolori osteomuscolari27517
Perdita di gusto e olfatto453
Difficoltà respiratorie493
Dolore al petto704
Tachicardia563
Disturbi gastrointestinali15710
Congiuntivite835
Polmonite60,4

Dal questionario emerge che solo 30 soggetti avevano fatto un tampone per Sars-Cov “tutti con risultato negativo: i 30 soggetti con tampone avevano in media 2,17 sintomi a fronte di 1,17 tra i soggetti senza tampone. Si sottolinea che i sintomi più predittivi sono risultati la perdita di gusto/olfatto, il dolore al petto, la febbre più di 37,5 °C per più di 3 giorni consecutivi, mal di gola e/o raffreddore, e gli altri a seguire".

Sono 45 i soggetti entrati in contatto con casi con Covid-19 accertato e di questi solo 4 (il 9%) hanno eseguito un tampone

In 54 hanno dichiarato di essere stati a contatto con casi sospetti e di questi in 6 (11%) hanno eseguito un tampone. In 64 hanno affermato di aver avuto contatti col medico di base per sintomi Covid e tra questi a 29 è stato prescritto l’isolamento domiciliare e a 4 l’ospedalizzazione.

Le analisi in corso sul campione nazionale di circa 200.000 questionari permetterà di ricavare funzioni di rischio di diffusione di COVID-19 sulla base dei soli sintomi e sarà interessante verificare anche sul campione di Cecina gli effetti delle stime predittive – conclude Bianchi -. E sarà interessante in particolare verificare alcune delle informazioni indagate dopo la prima parte della fase 2 e in seguito”.

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