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sabato 07 dicembre 2019

Politica martedì 19 novembre 2019 ore 08:23

Sistemi di allerta meteo, chiesto un confronto

Il tavolo dei sindaci

Sul tavolo dei sindaci di Livorno, Collesalvetti, Bassa e Alta Val di Cecina e Val di Cornia la gestione dell’emergenza legata alle allerte meteo



CECINA — Si è tenuto ieri mattina a Cecina un incontro dei sindaci della Provincia di Livorno e quelli dell'Alta Val di Cecina per confrontarsi sui temi di protezione civile alla luce delle criticità emerse nella gestione dell’emergenza legata alle allerte meteo del fine settimana appena trascorso. Alla riunione hanno preso parte i Comuni di Livorno, Collesalvetti, Riparbella, Santa Luce, Castellina, Montescudaio, Casale, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Pomarance, Volterra, Cecina, Santa Luce, Bibbona, Suvereto e Piombino. 

Dai sindaci è emersa innanzitutto la necessità di avviare un confronto con la Regione sul sistema di allerta e sulla suddivisione delle aree della “cartina” che non sempre rispettano quelle che sono le realtà territoriali andando a dividere zone che sono invece accomunate dalle medesime problematiche e ad unirne altre che invece non le condividono.

“Quello che riceviamo dalla Regione inoltre - hanno sottolineato - è un quadro di riferimento sulla cui base siamo chiamati a prendere decisioni basandoci sul nostro buon senso. Non si tratta di sgravarci di responsabilità che inevitabilmente spettano ai sindaci ma di chiedere gli strumenti per gestirle al meglio, con indicazioni che siano anche operative. In questi giorni di emergenza abbiamo ricevuto la massima disponibilità del centro operativo regionale e della Regione stessa e chiederemo quindi di avviare un confronto su questo tema”. 

Altra questione sul tavolo dei sindaci è la necessità di superare la divisione tra province, in particolare per quanto riguarda il fiume Cecina. “E’ indispensabile - hanno concordato i sindaci di Alta e Bassa Val di Cecina - che tra noi ci sia un collegamento istituzionalizzato sia per fare prevenzione con interventi che non possono essere spot ma che devono essere pensati in modo strutturale, sia nel momento della gestione dell’emergenza quando quello che accade a monte ha conseguenze inevitabili a valle. Il bacino del fiume Cecina deve rientrare in un’unica struttura ed è un lavoro che è stato già in parte cominciato con il Contratto di Fiume. In questa scia possiamo lavorare insieme anche in materia di protezione civile, di manutenzione e di programmazione di interventi importanti come l’istituzionalizzazione di quelle che sono casse di espansione naturali del fiume e l’invaso di Pian di Goro, un intervento importante sia in ottica di approvvigionamento idrico per l’Alta Val di Cecina sia per la gestione delle piene, in particolare per la Bassa”.



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