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Cronaca giovedì 17 settembre 2020 ore 09:00

Frode internazionale tra pellet e criptovalute

Giro di documenti fasulli per 93 milioni di euro in un “carosello” di società di comodo in 12 paesi europei. Maxi blitz della Guardia di Finanza



CECINA — Si chiama Confiusion l'indagine partita nel giugno 2018 dalla Guardia di Finanza di Cecina, che ha portato oggi a ipotizzare una maxi frode fiscale internazionale nel commercio del legno combustibile, in prevalenza pellet, con oltre cento imprenditori coinvolti e a sequestrare beni e capannoni per un valore di 6 milioni di euro.

L'indagine, hanno spiegato dalle fiamme gialle, è partita quando si è scoperto che un modesto negozio di articoli ortopedici della provincia di Livorno, da piccola Srl che era, in pochi mesi è  passata da 100mila euro a a 1 milioni di fatturato. Per la Guardia di Fiananza dietro a quel fatturato c'è una frode fiscale che riguarda il sistema dell'accollo dei crediti Iva, di cui avrebbero beneficiato una decina di imprenditori con l'ausilio di tre commercialisti.

Nel frattempo l'azienda, oltre ai materiali ortopedici si è messa a commerciare anche pellet, spostando la sua sede a Bari, in pratica un altro modo per evadere Iva nel settore del combustibile da riscaldamento.

Come primo risultato dell'indagine, il Gip presso il Tribunale di Livorno ha già emesso, in relazione alla prima fase delle indagini, un decreto di sequestro preventivo, fino a concorrenza dell’importo di 6,3 milioni di euro la cui esecuzione ha consentito di sequestrare 3 terreni agricoli a Velletri (Roma), 7 unità immobiliari tra negozi e capannoni industriali sempre a Velletri e a Paliano (Frosinone) nonché disponibilità finanziarie. Tra gli immobili sequestrati ne figurano tre, del valore commerciale di 1,4 milioni, ricondotti a uno dei commercialisti indagati ancorché “schermati” da una società britannica, una Ltd con sede a Londra.

Circa 600 mila euro, ossia una parte degli oltre 16 milioni di euro di presunta Iva evasa dai responsabili, sarebbero stati “autoriciclati” mediante trasferimento in un portafoglio digitale o wallet, per l’acquisto di criptovalute, gestito da una seconda importante società inglese, sempre di Londra, molto nota nel settore. 

"Una tra le caratteristiche più insidiose di questo sistema è il c.d. “pseudonimato” - hanno spiegato dalla Guardia di Finanza - che ne caratterizza le transazioni, dal momento che a ogni soggetto titolare di una posizione finanziaria viene garantita la più completa riservatezza, sia per quanto riguarda la propria individuazione soggettiva che per l’oggetto delle transazioni poste in essere".

Le ricerche ora puntano a individuare ulteriori beni, valori e wallet, eventualmente riconducibili agli indagati.

L’attività condotta dai finanzieri della Tenenza di Cecina ha permesso di scovare fatture per presunte operazioni inesistenti, emesse o utilizzate, per oltre 93 milioni di euro, un’IVA evasa per oltre 16 milioni, 11 societàcartiere” e di denunciare all’Autorità giudiziaria 22 persone per dichiarazione fraudolenta, 3 per riciclaggio e 2 per autoriciclaggio del denaro illecitamente accumulato grazie alla stessa evasione fiscale, con la segnalazione a 63 Reparti del Corpo di 100 imprenditori e prestanomebeneficiari della grave frode.

Il principale indagato è l’amministratore di fatto della Srl cecinese, ora con sede legale a Bari. Originario di San Vincenzo, con domicilio a Bergamo e residenza anagrafica in Romania, dovrà rispondere dei reati di frode fiscale, occultamento o distruzione di documenti contabili, indebita compensazione e autoriciclaggio.

Poi un viterbese, amministratore della Srl romana in liquidazione che ha fatturato un capannone di Carsoli (L'Aquila) alla Srl cecinese, dovrà rispondere di emissione di false fatture.

Tra gli indagati anche un imprenditore vicentino e uno nettunese, amministratori nel tempo di una “società filtro” con sede a Vicenza, per emissione nonché utilizzo di false fatture.

Un lituano, rappresentante di due Srl, evasore totale, irreperibile, la cui ultima residenza era sempre in provincia di Vicenza, è indagato per omessa dichiarazione ed emissione di fatture false.

Deferito per frode fiscale, occultamento o distruzione di documenti contabili, indebita compensazione e autoriciclaggio anche un torinese, prestanome della Srl cecinese.

Un secondo piemontese, del cuneese, rappresentante di una società “cartiera” con sede a Milano, esercente la dichiarata attività di commercio all’ingrosso di computer e materiale informatico vario, è indagato per omessa dichiarazione, emissione di false fatture e occultamento e distruzione della contabilità.

Indagato anche un residente nell’agro pontino, legale rappresentante di un’altra società “cartiera” di Roma, evasore totale, dichiaratamente esercente il commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale, indagato per emissione di false fatture e omessa dichiarazione.

Tra gli indagati per frode fiscale è presente, inoltre, un cittadino di Battipaglia (SA), residente in provincia di Como, rappresentante di una “società filtro” di Milano, con sede in via Montenapoleone.

Quattro bergamaschi, di cui uno di Treviglio, uno di Zogno e uno di Pagazzano, pure risponderanno di frode fiscale per essersi avvicendati nell’amministrazione di due Srl, una “cartiera” e una “società filtro”, entrambe milanesi.

Un altro residente a Bergamo, ma originario di Milano e un pescarese sono stati altresì denunciati per frode fiscale poiché anche loro si sono avvicendati nella gestione delle due società di Milano.

Unicamente per riciclaggio è indagato invece un 63enne residente a Monte Porzio Catone, in provincia di Roma, originario di Frascati (RM).

Esclusivamente di indebita compensazione risponderà un consulente di Velletri (RM), residente a Roma.

Altri due consulenti romani, uno di Zagarolo e uno di Rocca Priora, pure risponderanno di indebita compensazione per aver procacciato i debitori dell’erario (accollati) alla Srl cecinese (accollante).

Una donna, di Monza, residente in provincia di Bergamo, è stata deferita per omessa dichiarazione ed emissione di false fatture in relazione alla gestione di un’ulteriore società “cartiera” con sede a Milano, esercente l’attività dichiarata di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione e combustibili per riscaldamento.

Una seconda donna, toscana, residente a Bergamo, coniuge del principale indagato, è stata denunciata per riciclaggio di denaro illecitamente accumulato per effetto dell’evasione del marito.

Infine, una terza donna, di Terni, è la 22esima indagata, dipendente della Srl cecinese nonché madre del principale indagato; è stata denunciata, come la nuora, per riciclaggio.

Vanno aggiunti 100 imprenditori coinvolti nel giro di fatture per operazioni inesistenti e indebite compensazioni: 90 sono quelli coinvolti nella maxi frode “carosello” scoperta dalla Tenenza delle fiamme gialle di Cecina; dieci quelli che hanno ceduto il proprio debito alla società cecinese , nei confronti dei quali si procederà con il recupero delle pendenze tributarie indebitamente compensate.

In tutto l'operazione coinvolge 63 Tenenze della Guardia di Finanza, un po' in tutta Italia.



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