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lunedì 22 ottobre 2018

Politica venerdì 26 gennaio 2018 ore 09:17

Sangue alla stazione, opposizione all'attacco

Durissima presa di posizione delle liste civiche Cecina Insieme - Marina per Cecina - Uniti Per Palazzi e Collemezzano



CECINA — "Ancora una volta la violenza si fa spazio nella nostra città. La notizia dell'ennesima violenza ieri notte tra piazza Gramsci e la stazione ferroviaria tra alcuni senza dimora di provenienza non italiana conferma quanto da anni andiamo dicendo e che è stato al centro della nostra attività politica, anche con presidi e gazebo in loco", scrive Lorenzo Gasperini per il gruppo consiliare Cecina Insieme - Marina per Cecina - Uniti Per Palazzi e Collemezzano.

"Arrivammo a portare Rete 4 con una diretta proprio da Piazza Gramsci; il Sindaco e i paladini del Partito Democratico tuonarono “Cecina non è il Bronx”, mancando come al solito del senso della realtà e volendo vendere ai cecinesi un'immagine di oasi felice ormai, purtroppo, incompatibile coi dati di fatto". 

"Anche oggi dobbiamo prendere atto che invece Cecina pare sempre più simile alle periferie delle grandi città, in cui non si può girare tranquilli, avendo perso e perdendo ogni giorno di più la propria caratteristica di una cittadina serena. Del resto, già il 5 novembre nella medesima area si era assistito a una grave rissa su cui - racconta sempre Gasperini - ero intervenuto anche insieme al gruppo giovani della Lega. La disattenzione del Governo per il tema sicurezza, i tagli e le mancate assunzioni per il personale di Polizia, il susseguirsi nel tempo degli indulti e la tragedia di un sistema giudiziario che rende quasi inutile il lavoro delle Forze dell'Ordine, frustrando anche il duro lavoro degli agenti, hanno prodotto la situazione che oggi i cittadini, anche cecinesi, si trovano a dover affrontare".

"Forse - tuona ancora il consigliere comunale - anche la sinistra locale dovrebbe passare dal vendere sogni a difendere la nostra città picchiando il pugno sul tavolo dei rappresentanti locali del Governo. Si può interpretare il proprio ruolo istituzionale in una dialettica in cui si debbano difendere gli interessi della propria comunità, oppure come subalternità e mera rappresentanza delle decisioni delle “autorità superiori”. Il PD pare non avere dubbi e optare per la seconda, noi preferiamo essere “sindacato del territorio”, dire che siamo davvero stufi e che Cecina deve tornare ai cecinesi". 



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