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Politica Giovedì 23 Aprile 2026 ore 14:23
Rete emergenza, "Pd non vota per ideologia?"

Se lo domanda Merli (Fdi): "Al centro della mozione vi era una richiesta chiara: garantire a Cecina un assetto organizzativo più forte e definito"
CECINA — La capogruppo di Fratelli d'Italia a Cecina Mirta Merli ha puntato la lente sulla riorganizzazione della rete delle emergenze e lo ha fatto presentando una specifica mozione in Coniglio comunale, poi non accolta.
Nella mozione la consigliera di Fratelli d'Italia chiedeva l'impegno di sindaco e giunta per l'attivazione e la stabilizzazione di una postazione di automedica H24 con équipe dedicata composta da medico e infermiere secondo gli standard organizzativi regionali del soccorso avanzato.
Contestualmente si chiedeva la definizione di un cronoprogramma scritto, pubblico e con scadenze certe, con indicazione almeno di: data certa di attivazione (o, in alternativa, data di avvio e data di piena operatività H24); copertura oraria prevista nelle diverse fasi (eventuale transizione verso H24); dotazione organica assegnata (medici e infermieri dedicati) e modalità di turnazione; sede operativa, mezzi e dotazioni; tappe intermedie, responsabili attuativi e modalità di rendicontazione periodica sullo stato di avanzamento. Inoltre, con si chiedeva di trasmettere al Consiglio Comunale, entro 45 giorni, una relazione dettagliata contenente almeno: i tempi medi di intervento attuali dei mezzi avanzati sul territorio, distinti per codice di gravità e fascia oraria, nonché per provenienza (postazione locale/esterna); il numero di interventi tempo-dipendenti gestiti nel periodo di riferimento e la quota per cui è stato necessario il supporto medico proveniente da altri presidi; un confronto con territori analoghi della Regione Toscana (per popolazione, estensione, viabilità e stagionalità), con evidenza degli assetti organizzativi adottati (automedica H24, équipe medico–infermiere dedicata, bacino servito); gli standard/obiettivi di performance di riferimento (tempi di risposta, copertura, continuità del servizio) e l’eventuale scostamento registrato sul territorio. Infine, si chiedeva la garanzia di un monitoraggio periodico con un aggiornamento al Consiglio comunale.
Fa discutere la bocciatura della mozione. "Una proposta - ha commentato Merli - che puntava a rafforzare in modo stabile il sistema di emergenza-urgenza sul territorio e che, invece, è stata respinta dal Partito Democratico. Al centro della mozione vi era una richiesta chiara: garantire a Cecina un assetto organizzativo più forte e definito nell’ambito del soccorso avanzato, in linea con il principio di tutela effettiva del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Il punto politico e amministrativo è netto: nel territorio di Cecina il medico dell’emergenza non opera stabilmente all’interno di una postazione avanzata strutturata con infermiere dedicato H24, configurando un’organizzazione diversa rispetto a quella adottata in altre aree regionali comparabili. Per questo la mozione non aveva un carattere ideologico, ma nasceva da un’esigenza concreta: rafforzare i servizi, dare certezze al territorio, garantire una presenza sanitaria avanzata stabile e non affidata a soluzioni frammentarie o contingenti. La richiesta comprendeva anche un cronoprogramma pubblico, tempi certi e un impegno politico-amministrativo chiaro nei confronti dei cittadini".
“La bocciatura di questa mozione - ha proseguito Merli - è un fatto grave perché non si è scelto di respingere una bandiera di parte, ma una proposta finalizzata a potenziare un presidio essenziale per la sicurezza sanitaria del territorio. Quando si parla di emergenza-urgenza bisognerebbe uscire dalla logica della contrapposizione politica e assumersi la responsabilità di difendere ciò che serve davvero ai cittadini. Resta adesso il dato politico: la maggioranza ha scelto di non sostenere una richiesta che chiedeva più garanzie, più struttura e più chiarezza per Cecina. Ma il tema non si chiude qui, perché sulla salute dei cittadini non possono esserci né rinvii né bocciature di comodo".
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