Lavoro Lunedì 11 Maggio 2026 ore 06:00
Crisi industriali, appello Fiom alla Regione

Il segretario generale Calosi ha lanciato un appello per un ruolo pubblico diretto rimarcando il peso delle crisi industriali e degli ammortizzatori
TOSCANA — Il segretario generale Fiom Toscana Daniele Calosi ha firmato un appello rivolto alla Regione Toscana per rilanciare la necessità di un assumere un ruolo pubblico diretto nelle scelte di natura industriale ed economica, a fronte delle mancate del Governo.
"Viviamo un tempo attraversato da profondi mutamenti geopolitici e ambientali. - ha esordito Calosi - Le scelte economiche operate a livello internazionale stanno producendo ricadute pesantissime sulle persone che, per vivere, hanno bisogno del proprio lavoro. Salari e pensioni vengono progressivamente erosi da un’inflazione alimentata soprattutto dall’aumento dei costi energetici, conseguenza diretta di conflitti e tensioni globali che lavoratrici, lavoratori e pensionati non hanno certo provocato. Di fronte a questo scenario, le risposte del Governo per tutelare il potere d’acquisto delle persone sono state insufficienti, quando non del tutto assenti. Ci troviamo così davanti a una vera e propria tempesta perfetta: il rischio concreto è quello di precipitare in una stagnazione economica prolungata, nella quale il prezzo della crisi continua a essere scaricato sempre sugli stessi, sui più deboli. Questo alimenta un clima di forte ingiustizia sociale. A tutto questo si aggiunge una crisi industriale ormai conclamata, figlia dell’assenza di una seria politica industriale nazionale. Una crisi che investe anche la nostra Toscana, interessando settori strategici fondamentali: dalla siderurgia, con il polo di Piombino, al comparto automotive delle due e quattro ruote, fino all’intera filiera degli accessori metallici legati al settore moda. Come FIOM Toscana - ha proseguito - abbiamo il dovere non solo di descrivere lo stato delle cose, ma anche di avanzare proposte concrete alle istituzioni regionali, utili non soltanto a gestire le crisi, ma a mitigarne gli effetti sociali e occupazionali".
Dunque, l'appello alla Regione Toscana affinché assuma un ruolo da protagonista nella definizione di veri piani industriali capaci di guidare l’uscita dalle crisi. Ma oggi questo non basta più. La Regione deve tornare ad assumere anche un ruolo pubblico diretto nelle scelte di natura industriale ed economica. Non può limitarsi a svolgere una funzione amministrativa o di semplice regolazione: deve diventare soggetto attivo di programmazione, indirizzo e partecipazione strategica nei processi di sviluppo del territorio. Un altro tema decisivo riguarda il sostegno al reddito delle persone coinvolte negli ammortizzatori sociali. Le risorse destinate alla formazione professionale dalla Regione possono e devono diventare anche uno strumento di integrazione salariale. La formazione può accompagnare i processi di riconversione industriale e i cambiamenti del mix professionale, garantendo allo stesso tempo una maggiore tutela economica per chi attraversa fasi di cassa integrazione".
"Come FIOM Toscana continueremo a batterci perché questa prospettiva diventi una scelta concreta e non soltanto una dichiarazione di principio", ha concluso il segretario generale.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











