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Attualità Domenica 25 Ottobre 2026 ore 07:25

Mano al portafogli e ai prestiti, provincia sempre più indebitati

Dal rapporto di Ires, la provincia di Livorno non fa eccezione. Al quinto posto delle province toscane per debito medio e consumi



PROVINCIA DI LIVORNO — Un toscano su due ha un debito con una società finanziaria. Quasi sette su dieci hanno un finanziamento attivo. È il cuore del rapporto di IRES Toscana, curato da Filippo Torrigiani, consulente della Commissione Nazionale Antimafia, e presentato oggi, che misura l'impatto dell’indebitamento sul bilancio delle famiglie e sulle condizioni di vita delle famiglie toscane.

Complessivamente, la Toscana è la seconda regione per indebitamento in Italia. Il 52,8% (1,65 milioni) ha impegni con finanziarie per credito al consumo, con una rata media di 290 euro al mese. La cessione del quinto dello stipendio o della pensione raggiunge 160.000 contratti, pari a quasi l'8% della popolazione attiva. Oltre 60.000 cittadini all'anno si rivolgono a pegni e Compro Oro. Inoltre, accanto ai canali di finanziamento tradizionali, negli ultimi anni si è registrata una nuova formula di pagamento flessibile digitale 'Compra ora, paga dopo' (BNPL), gestite da piattaforme globali operanti nel mercato e-commerce e retail.

Però, come spiegato dall'autore dello studio Torrigiani, l'indebitamento non riguarda solo il credito per il divano o per acquistare l'auto, ma per fare la spesa, pagare l'affitto, le bollette e le cure. 

Quattro province toscane sono nella top ten nazionale per debito medio al consumo per famiglia: Massa-Carrara (8.373 €, 2° in Italia), Pistoia (8.168 €, 4°), Pisa (8.091 €, 5°) e Lucca (7.971 €, 8°), contro una media nazionale di 6.657 €. Subito dietro, al quinto posto in Toscana, la provincia di Livorno dove con 7.679 € si attesta in una fascia dell'indebitamento, sopra la media. Sempre sopra la media Prato, Siena e Arezzo. Le province di Firenze, al 50esimo posto della classifica nazionale, e Grosseto dove l'indebitamento è sotto la media (con 6.467 € e il -2,8%).

Si tratta della classifica ufficiale stilata in base al debito medio stimato per credito al consumo erogato a ciascun nucleo familiare, escludendo i mutui casa. La media di riferimento dell'intero territorio italiano si attesta a 6.657 euro.

Secondo precedenti rapporti Ires Toscana, il reddito reale di lavoratori e lavoratrici toscani continua a diminuire da anni. Tra il 2014 e il 2024 i dipendenti crescono del +3,5%, ma il reddito reale cala del -3,9% nel settore privato e del -10,7% nel settore pubblico. Il 13,2% della popolazione (480.000) è a rischio deprivazione, il 4,9% (80.000 famiglie) in povertà assoluta, il 7,8% è working poor. Oltre 560.000 toscani (circa il 15%) rinunciano del tutto alle cure, 220.000 per motivi economici.

La presentazione del rapporto per la Cgil ha rappresentato anche l'occasione per avanzare delle richieste: aumento dei salari e del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, contrasto al lavoro povero e precario, difesa del SSN e del welfare locale, strumenti pubblici contro sovraindebitamento e usura, nuova politica industriale. Anche per queste ragioni la Cgil ha indetto uno sciopero generale il 20 Novembre e sarà nelle piazze contro la Manovra del Governo, contro il carovita.

In provincia di Livorno sono attivi diversi sportelli per rispondere alle difficoltà dei cittadini e delle imprese. All'Elba è stato recentemente firmato un Protocollo d'Intesa tra Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Comune di Portoferraio e Ordine dei Commercialisti per offrire un aiuto qualificato per le famiglie e le piccole e medie imprese che si trovano ad affrontare situazioni di difficoltà finanziaria (leggi qui l'articolo collegato). A Luglio 2026, la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno aveva segnalato la gestione di 1.129 istanze dall'Organismo per la Composizione delle Crisi da sovraindebitamento (OCC), registrando un'impennata nel biennio 2024-2025 (rispettivamente con 168 e 179 richieste annuali) e nel primo semestre dell’anno in corso sono state già 78 (leggi qui l'articolo collegato).

In tutta la provincia di Livorno sono attivi inoltre degli sportelli antiusura gestiti dalle Fondazioni antiusura presenti sul territorio e in accordo con i Comuni.


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