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Imprese & Professioni venerdì 22 gennaio 2021 ore 08:00

Il futuro della ristorazione dopo il Coronavirus

​La Toscana è una delle regioni italiane in cui la crisi sanitaria si sta avvertendo maggiormente, non tanto per la gestione in sé dei malati quanto piuttosto per tutte le conseguenze che la pandemia ha innescato.



TOSCANA — La Toscana è ad altissima vocazione turistica e il settore della ristorazione in Toscana ha sempre potuto contare su un grande flusso di vacanzieri e si trova adesso a dover gestire una situazione di sostanziale stallo. Il vero problema tuttavia sembra adesso un altro per i ristoratori toscani, che già guardano al futuro e si chiedono quali misure intraprendere per uscire da una crisi che dura ormai da un anno.

Il futuro dei ristoranti in Toscana, tra riorganizzazione degli spazi e nuove tecnologie

I ristoratori in Toscana sembrano proprio non farcela più, tra aperture a singhiozzo ed orari rigidi, che si riflettono non solo sugli introiti ma anche su modelli organizzativi che adesso si rivelano inadeguati. Se infatti chiudere alle 18.00 significa rinunciare ad una grande fetta di clientela, con un conseguente calo del fatturato, non è questo l’unico problema che si trovano ad affrontare i ristoratori della Toscana e delle altre regioni italiane.

Dover aprire con orario ridotto significa infatti anche mettere tutto nuovamente in discussione: dal numero dei dipendenti agli ordini da fare con i fornitori. È infatti ovvio che se un bar o un ristorante è costretto a chiudere molto prima del previsto deve ripensare a tutto il sistema messo in piedi nel corso degli anni. Cala il numero degli ordini relativo alle materie prime, spesso aumenta il prezzo per singolo prodotto che se acquistato in stock costa meno e in tutto questo scenario bisogna far quadrare i conti per arrivare a fine mese senza rischiare la bancarotta.

Pensando al futuro, molti ristoratori in Toscana si stanno organizzando per tornare ad una nuova normalità che non può prescindere dal Covid. Ormai infatti si sa e lo ribadiscono tutti gli esperti: anche se il piano vaccinale dovesse dare risultati, le misure di contenimento non spariranno all’improvviso. Dobbiamo tutti prepararci a convivere con questo virus e ciò, nel campo della ristorazione, significa adattare gli spazi ed acquistare nuovi strumenti per la sanificazione dei locali.

Il futuro della ristorazione sulla navi da crociera: un modello da seguire

Un esempio da seguire potrebbe essere rappresentato dalle navi da crociera, che a differenza dei ristoranti si sono dovute adeguare alla crisi con un certo anticipo. Dall’organizzazione della cucina all’abolizione del buffet, lavorare sulle navi da crociera dopo il Covid sarà diverso e si stanno già compiendo numerosi investimenti per riorganizzare gli spazi, già ridotti su queste imbarcazioni. L’intero comparto non ha mai accennato ad arrendersi e sono ormai diversi mesi che si stanno studiando dei modelli di gestione completamente innovativi.

Questi riguardano non solo l’organizzazione dei tavoli e della cucina, ma anche l’adozione di nuove strumentazioni in grado di garantire la massima sicurezza in fatto di igiene. Su alcune navi da crociera si stanno sperimentando macchinari per la sanificazione di nuova tecnologia, che un domani potrebbero essere utilizzati anche nei ristoranti tradizionali.

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