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sabato 17 agosto 2019

Attualità giovedì 08 agosto 2019 ore 16:45

Commemorata la tragedia di Marcinelle

Cecina commemora la tragedia di Marcinelle, giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Cerimonia nel palazzo comunale



CECINA — Oggi, 8 agosto, si celebra la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita in memoria della tragedia di Marcinelle per ricordare tutti i connazionali caduti sul lavoro in patria e all'estero. 

Per l'occasione l'Amministrazione Comunale ha invitato sindacati, associazioni di categoria, consiglieri comunali ed assessori ad un momento di commemorazione e riflessione. 

Presenti all'incontro l'assessora Lucia Valori, i rappresentanti delle sigle sindacali e di Anpi, i capigruppo di Pd, Propositivi, 16 Giovani idee e Lega. 

"Doveroso - ha esordito Valori - non dimenticare questa tragedia nazionale. Nell'Italia postbellica lavoratori italiani venivano inviati a scavare nelle miniere belga in condizioni di lavoro e di vita disastrosi, frutto di un accordo politico tra gli Stati. Forza lavoro in cambio di carbone per far fronte alla crisi energetica. Nell'accordo era previsto che i nostri connazionali vi restassero per un periodo minimo di un anno e qualora non avessero resistito era previsto anche l'arresto. 

La loro vita lì si svolgeva tra cunicoli di appena 50 centimetri a mille metri di profondità e baracche, le stesse utilizzate fino a qualche anno prima per rinchiudere i prigionieri di guerra.

A loro, in quanto immigrati, non era consentito neanche l'accesso alla città. Nelle miniere si verificavano continui incidenti, le esplosioni di gas ed i crolli erano all'ordine del giorno. Vi rimasero per 8 anni, fino alla tragedia del 1956, la più terribile. Al pozzo numero 1 un impianto obsoleto causò il blocco di un ascensore che a sua volta provocò un incendio che invase le gallerie. 

Superfluo dire che non c'era alcun tipo di sistema di sicurezza. Per domare le fiamme impiegarono 24 ore e i superstiti furono solo 13 a fronte di 262 vittime di cui 136 italiani. La notizia della strage scosse l'Italia, un Paese in piena ricostruzione. I responsabili non furono mai individuati davvero. 

Merita ricordare che una settimana dopo la tragedia il consiglio comunale di Cecina con l'allora sindaco Vittorio Massei dedicò le prime parole della seduta ad un momento di cordoglio per i familiari delle vittime ricordando che troppo spesso il sudore dei lavoratori italiani all'estero si mescola al loro sangue. Il consiglio decise all'unanimità di devolvere 30mila lire come contributo comunale, l’equivalente di uno stipendio da manovale. Ecco - ha quindi aggiunto l'assessora - queste sono le terribili condizioni di lavoro a cui erano costretti i nostri connazionali emigrati. Eppure la storia sembra essere trascorsa invano e gli incidenti sul lavoro, le morti, continuano". 

I sindacati hanno a loro volta sottolineato quanto ricordare queste tragedie sia importante oggi più che mai di fronte ad una inversione di tendenza che vede in aumento gli incidenti sul lavoro e le morti bianche, una media di tre al giorno in Italia. Tragedie per cui raramente si individuano e si condannano i responsabili. "In questi anni in materia di sicurezza del lavoro - hanno sottolineato - abbiamo prodotto molta carta ma pochi fatti. C'è una legge sul caporalato a cui mancano le norme attuative, le risorse per la prevenzione ed i controlli sul posto di lavoro sono state, anche ultimamente, ridotte. 

Allora, ai tempi della tragedia di Marcinelle, la perdita delle vite umane era messa nel conto della produttività. Non possiamo neanche lontanamente permettere che questo accada anche oggi. Eppure il rischio c'è soprattutto laddove cresce il bisogno di lavoro, si abbassa il costo della manodopera e la sicurezza si abbassa in proporzione".



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