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lunedì 11 dicembre 2017

Attualità sabato 05 agosto 2017 ore 15:30

Scapigliato, sopralluogo Arpat dopo l'incendio

L'area che potrebbe essere stata interessata dalla nube sprigionata dall'incendio alla discarica di Scapigliato

I tecnici dell'agenzia per la protezione ambientale sono entrati nella discarica anche per capire se il rogo abbia prodotto una nube tossica

ROSIGNANO MARITTIMO — L’ispezione è stata svolta per verificare gli effetti dell'incendio avvenuto intorno alle 3,15 del 2 Agosto, nel fabbricato interno all’area di discarica gestita da Rea impianti, utilizzato per la tenuta in quarantena di alcuni rifiuti in attesa delle analisi di controllo..

Dal sopralluogo effettuato giovedì 3 Agosto, ha comunicato Arpat, "è risultato che all’interno del fabbricato utilizzato per la quarantena di circa novanta tonnellate di rifiuti, in attesa di analisi di controllo previste, si trovavano due tipologie di rifiuti: compost fuori specifica (Cer190503) e altri rifiuti,  compresi materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti (Cer191212).

Sulla ricostruzione dei fatti, ancora Arpat: "è risultato che intorno alle ore 3, i sorveglianti notturni dell’impianto, dopo essersi accorti dell’incendio, hanno attivato la squadra di reperibilità di Rea che è poi intervenuta con le prime azioni di contenimento dell’incendio (bagnature con manicotti presenti in loco appena fuori dal fabbricato), in attesa dell’intervento dei vigili del fuoco, i quali dopo circa un’ora avevano spento definitivamente le fiamme. I rifiuti oggetto dell’incendio erano stati mano a mano allontanati dal posto dopo esser stati inumiditi ed allocati momentaneamente in un’area apposita per la loro messa in sicurezza, individuata nel corpo di discarica, ma non interessata dalla coltivazione e successivamente coperti con argilla".

Durante il sopralluogo sono poi stati valutati i danni alla struttura. "Il capannone è apparso danneggiato - si legge nella relazione - soprattutto nella parte della copertura, costituita da fibrocemento (il gestore ha escluso che vi fossero coperture in cemento-amianto) e travi in cemento armato, che per la gran parte è crollata; sono stati rilevati danni in parte anche ai portelloni utilizzati per l’ingresso nel fabbricato. I materiali crollati dal tetto sono stati rimossi assieme ai rifiuti e allocati con gli stessi".

Sull'ipotesi che dall'incendio si sia potuta sviluppare una nube tossica pericolosa Arpat ha chiarito quanto segue: "In merito alle condizioni meteo relative al periodo in cui si sono sviluppati i fumi di combustione (ore 3-5 legali), sulla base dei dati registrati dalla stazione in esercizio presso l'impianto Rea, risulta che il vento è stato caratterizzato da velocità assai modeste (inferiori a 1 m/s) e direzioni di provenienza occidentali (comprese tra 218°N e 312°N). Si ritiene perciò che l'area interessata da eventuali effetti delle sostanze rilasciate nel corso della combustione sia compresa nel settore compreso tra 38°N e 132°N e distanza massima 400 m dalla porzione dell'impianto in cui si è sviluppato l'incendio".

L'Agenzia - hanno speicificato in proposito - ha anche coinvolto il proprio settore specialistico 'Modellistica previsionale' che, sulla base dei dati disponibili, ha effettuato una analisi meteorologica, indicando le “aree maggiormente interessate dalle ricadute delle sostanze rilasciate in atmosfera” durante l’incendio evidenziate nella seguente mappa. Al momento, non si è ritenuto necessario effettuare campionamenti".

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