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Attualità venerdì 24 aprile 2015 ore 15:17

Addio al Partigiano Benifei

Fonte immagine: sito web Provincia di Livorno

Alla vigilia del 70esimo anniversario della Liberazione se n'è andato a 103 anni un simbolo della Resistenza

LIVORNO — Alla notizia della scomparsa di Garibaldo Benifei, sono numerosi i messaggi di cordoglio: dal presidente della Provincia di Livorno, Alessandro Franchi che ha inviato alla moglie Osmana e alla famiglia un telegramma, al Pd labronico con il segretario Lorenzo Bacci e anche della vicepresidente del Senato Valeria Fedeli. Oltre che naturalmente del Comune di Livorno: il sindaco Filippo Nogarin, appresa la notizia ha  sospeso il Consiglio Comunale in corso, che ha tributato a Benifei un lungo e commosso applauso.
E' l'Arci Toscana in una nota a ricordare la vita di Benifei: "Garibaldo ci ha lasciato alla vigilia del 25 aprile, la festa che più amava; alla moglie Osmana vanno le condoglianze dell’Arci Toscana ed un affettuoso abbraccio; che il tuo esempio di vita, caro Garibaldo, ci accompagni nella nostra militanza per un mondo più libero e più giusto". Benifei, infatti, é stato fra i fondatori dell’Arci a Firenze il 26 maggio 1957 e l’Arci Toscana dedica alla sua memoria i festeggiamenti di questo anno.  
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Garibaldo era nato nel 1912 a Campiglia Marittima - ricorda l'Arci - da una famiglia sovversiva e antifascista obbligata dai fascisti a trasferirsi a Livorno (suo fratello Rito era un anarchico schedato, espatriato nel 1923 in Francia e suo fratello Eros era un attivo propagandista comunista). Fu arrestato e torturato la prima volta il 31 luglio 1933 per tentata riorganizzazione del partito comunista, per propaganda ed apologia sovversiva e per stampa clandestina di manifesti sovversivi e condannato ad un anno di reclusione che scontò nel carcere dei Domenicani. Liberato dal carcere venne ripetutamente fermato negli anni successivi. Nel giugno 1940 fu trasferito nella prigione di Castelfranco Emilia dove rimase fino alla sua scarcerazione avvenuta il 26 agosto 1943, un mese dopo la caduta di Mussolini. Tornato a Livorno, riprese subito la propria attività antifascista partecipando alle prime riunioni della concentrazione antifascista. Era un embrione del CLN locale, di cui facevano parte elementi socialisti, repubblicani e comunisti. Fu dunque combattente partigiano e vice Commissario politico della Divisione Interprovinciale Livorno-Pisa. Tra la fine del 1943 e l'estate del 1944 partecipò alla guerra di liberazione nelle formazioni partigiane che operarono nel livornese.  Dopo la liberazione della città labronica dal nazifascismo, avvenuta il 19 luglio 1944, il 24 gennaio 1945 si sposò, primo matrimonio civile di Livorno nel dopoguerra, con la partigiana Osmana Benetti, sua compagna di vita e di militanza. Impegnato politicamente nella vita della città di Livorno, tra i molteplici incarichi, è stato anche Presidente provinciale della Lega delle Cooperative, dirigente dell’ANPI e dirigente nazionale dell’ANPPIA".

“La sua vita rimarrà un limpido esempio di dedizione ai valori della Resistenza e dell’antifascismo, che con grande lucidità e perseveranza ha sempre difeso fino agli ultimi giorni - dichiara Alessandro Franchi - Domani, 25 Aprile, nelle celebrazioni dell' Anniversario della Liberazione, ricorderemo la figura di Garibaldo, che non ha mai mancato di essere presente in questa giornata per festeggiare con passione i valori della Democrazia e della Libertà, per i quali ha lungamente lottato e che ha onorato con una vita esemplare. A tutta la famiglia Benifei giungano a nome mio e del Consiglio Provinciale, le più sincere condoglianze”. La Provincia sarà presente alla camera ardente e alle esequie con il GonfaloneLa camera ardente sarà allestita questo pomeriggio alle 15.30 nella sede dell'Svs in via S. Giovanni a Livorno. Durante il trasferimento dalla casa alla camera ardente la salma sarà scortata da due vigili della Polizia Municipale ed è prevista una sosta davanti al palazzo Comunale per un minuto di omaggio da parte del sindaco e delle autorità.

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