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lunedì 24 settembre 2018

Attualità mercoledì 07 gennaio 2015 ore 07:00

La Cia invita a non pagare l'Imu sui terreni

Amministrazioni e associazioni di categoria uniti contro l'imposta: in provincia di Pisa non c'è nessun Comune sotto i 600 metri e quindi esente



VAL DI CECINA — La scadenza dell’Imu agricola è stata rinviata dal governo al prossimo 26 gennaio, ma la Cia torna a denunciare la propria opposizione al decreto governativo che ha ripristinato l’Imu per i terreni agricoli. La Cia, infatti, ritiene necessario "il ritiro incondizionato del provvedimento come l’unica via d’uscita per evitare le tensioni sociali già in atto tra gli agricoltori e i cittadini". 

Tra Valdera, Valdarno e la Valdicecina, la questione riguarda centinaia di aziende ed oltre un milione e mezzo di euro. L’Imu agricola individua i terreni agricoli da assoggettare al tributo sulla base del criterio altimetrico dove sono situati i comuni. In Provincia di Pisa, ed in Val di Cecina in particolare, non c’è un Comune sopra i 600 metri che quindi sarebbe esente. Ce ne sono sette tra 281  e 600 metri: Castellina Marittima, Castelnuovo Val di Cecina, Chianni, Monteverdi Marittimo, Montecatini Val di Cecina, Pomarance e Volterra. Qui saranno esenti coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti all’Inps; le imprese agricole invece dovrebbero pagare Tutti gli altri, sotto i 280 metri di altitudine, pagheranno l’imposta con alcune agevolazioni previste per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti all’Inps.

Il direttore dell'associazione degli agricoltori di Pisa Stefano Berti invita, dopo il ricorso dell’Anci in tre regioni per cui il tribunale amministrativo ha sospeso il pagamento si pronuncerà il 20 gennaio, gli associati di non pagare". "Dal 21 al 26, in pochi giorni - spiega Berti - non ci sarebbero i tempi per preparare tutto e fare i conteggi e comunque se proprio alla fine quel balzello si dovrà pagare, sarà possibile farlo con pochi euro di mora nelle settimane successive".

Il Comune di Pomarance nell'ultima seduta del consiglio del 2014, come hanno fatto anche molte altre amministrazioni, ha approvato un ordine del giorno per chiedere al governo che la tassa, almeno in questi termini, non sia applicata, nè nel 2014, nè in futuro. Chiede, inoltre, che sia avviato un iter per un disegno di legge che riconosca l'importanza della ricomposizione fondiaria, aggiornando il catasto, sull'esempio di quanto fatto in altri Paesi Europei. 



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