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"Rafforziamo rete per l’inclusione sociale"

Nuovo protocollo per coordinare in maniera più efficace gli interventi rivolti a persone sottoposte a misure penali esterne



VALLI ETRUSCHE — È stato sottoscritto un nuovo protocollo operativo tra l’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna (ULEPE) di Livorno e la Società della Salute Valli Etrusche per la definizione di un modello strutturato di collaborazione tra ambito giudiziario e servizi sociosanitari territoriali.

Il documento nasce dalla necessità di coordinare in maniera più efficace gli interventi rivolti a persone sottoposte a misure penali esterne che presentano, al contempo, problematiche di salute mentale e/o dipendenze. In questo quadro, un ruolo centrale è svolto dai servizi specialistici, in particolare l’Unità Funzionale di Salute Mentale Adulti (UFSMA) e il Servizio per le Dipendenze (SerD), chiamati a operare in sinergia con l’ULEPE per la costruzione di percorsi personalizzati di cura, riabilitazione e reinserimento sociale.

“Questo accordo segna un passaggio significativo nel rafforzamento della rete territoriale per l’inclusione sociale e la presa in carico integrata delle persone in esecuzione penale esterna con fragilità sanitarie e sociali - ha sottolineato la direttrice della Società della Salute Valli Etrusche, Laura Brizzi – e rappresenta un passaggio fondamentale per costruire risposte più efficaci e integrate ai bisogni complessi espressi da queste persone. Mettere in rete competenze diverse, da quelle sociali a quelle sanitarie fino a quelle dell’esecuzione penale, significa offrire percorsi realmente personalizzati, capaci di coniugare cura, inclusione e sicurezza. Le ricadute positive riguardano non solo i singoli individui presi in carico, ma l’intera comunità, che beneficia di un sistema più coeso e orientato alla prevenzione. Le ricadute sociali dell’intesa sono rilevanti: una maggiore capacità di intercettare e trattare situazioni di fragilità complesse, il rafforzamento dei percorsi di reinserimento e una più efficace gestione dei casi a rischio, con effetti concreti sulla coesione sociale e sulla qualità della vita nei territori coinvolti. Il protocollo si inserisce, inoltre, nel solco dei principi costituzionali che riconoscono la funzione rieducativa della pena e il diritto alla salute, contribuendo a rendere più concreto ed efficace il sistema di esecuzione penale esterna”.

L’accordo prevede la definizione di programmi congiunti di intervento, calibrati sulle specificità di ciascun individuo, che possono svilupparsi sia in ambito ambulatoriale sia all’interno di strutture residenziali, come comunità terapeutiche e strutture riabilitative psichiatriche. L’obiettivo condiviso è duplice: da un lato favorire il recupero e l’autonomia della persona, dall’altro garantire al contempo la sicurezza e la tutela della comunità.

Sul piano operativo, il protocollo introduce modalità strutturate di scambio informativo, presa in carico multidisciplinare e monitoraggio dei percorsi, rafforzando l’integrazione tra sistema penale e sistema sanitario. Questo approccio consente di superare la frammentazione degli interventi, migliorando l’efficacia delle azioni trattamentali e riducendo il rischio di recidiva.

“L’accordo rafforza in modo concreto la collaborazione tra l’esecuzione penale esterna e i servizi del territorio, consentendo di costruire percorsi più efficaci e aderenti ai bisogni delle persone. - ha dichiarato la direttrice dell’ULEPE di Livorno, Anna Amendolea - La possibilità di lavorare in maniera strutturata e condivisa con i servizi sociosanitari rappresenta un elemento fondamentale per sostenere il reinserimento sociale e, allo stesso tempo, garantire un più efficace controllo e accompagnamento dei percorsi individuali".


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