Lavoro Venerdì 31 Luglio 2026 ore 07:20
"Welfare piccole imprese si costruisce insieme"

Confcommercio Livorno: "Servizi condivisi per imprenditori e dipendenti possono migliorare qualità del lavoro, favorire conciliazione vita e impresa"
PROVINCIA DI LIVORNO — Come può un piccolo negozio offrire servizi di welfare ai propri collaboratori se dispone di pochi dipendenti e risorse limitate? È da questa domanda che nasce la riflessione di Confcommercio Provincia di Livorno e Terziario Donna Confcommercio Livorno, che rilanciano il tema di un welfare costruito in forma associata, capace di mettere in rete le imprese del commercio e dei servizi per offrire risposte concrete ai bisogni di imprenditori, lavoratori e famiglie.
L'argomento è stato affrontato anche nel corso del convegno "L'opportunità è donna", promosso da Confcommercio Livorno, dove è emersa con forza la necessità di favorire una reale conciliazione tra lavoro, impresa e responsabilità di cura, una sfida che oggi riguarda sempre più donne e uomini.
"Il tessuto economico della nostra provincia è composto in larga parte da micro e piccole imprese. – ha osservato Fabio Busdraghi, vicepresidente di Confcommercio Provincia di Livorno – Per un grande gruppo è relativamente semplice strutturare un piano di welfare aziendale; per un negozio con due o tre dipendenti è molto più difficile. Proprio qui può fare la differenza il ruolo di un'associazione di categoria, creando servizi condivisi che le singole imprese, da sole, faticherebbero a sostenere".
Tra le ipotesi su cui avviare un confronto rientrano convenzioni con centri estivi durante la chiusura delle scuole, servizi di supporto alle famiglie che assistono genitori anziani o persone fragili, percorsi dedicati al benessere dei lavoratori, oltre a iniziative che favoriscano una migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.
"Oggi il welfare non è più un tema riservato alle grandi aziende. – ha sottolineato Delia Del Carlo, presidente di Terziario Donna Confcommercio Livorno – È una leva che può migliorare concretamente la qualità della vita delle persone. Chi gestisce un'attività commerciale e chi vi lavora si trova spesso ad affrontare gli stessi problemi: la chiusura delle scuole, la cura di un familiare anziano, esigenze improvvise che rendono difficile conciliare lavoro e vita privata. Creare una rete di servizi significa sostenere le famiglie e, allo stesso tempo, rendere più forte il sistema delle imprese".
Secondo un'analisi di Unioncamere, le imprese che investono in strumenti di conciliazione tra vita e lavoro mostrano più frequentemente una crescita del fatturato, dell'occupazione e della capacità di innovare, a dimostrazione di come il benessere delle persone rappresenti anche un fattore di competitività. Un principio che può valere anche per le micro e piccole imprese, se affrontato con strumenti adeguati alla loro dimensione. Per Confcommercio il welfare può diventare anche un importante strumento di attrattività e fidelizzazione del personale. In un mercato del lavoro sempre più competitivo, offrire servizi che aiutino le persone a gestire gli impegni familiari significa migliorare il clima aziendale, rafforzare il senso di appartenenza e rendere le imprese più attrattive per chi cerca un'occupazione stabile e di qualità.
"Parlare di welfare – ha concluso Busdraghi – significa investire sul capitale umano. Se riusciremo a costruire un modello condiviso tra imprese, associazioni e territorio, anche le attività più piccole potranno offrire opportunità che oggi sembrano riservate alle grandi realtà. È una sfida che vale la pena affrontare, perché il benessere delle persone è strettamente legato alla competitività delle imprese".
Confcommercio Provincia di Livorno e Terziario Donna intendono avviare nei prossimi mesi un confronto con imprese, enti e soggetti del territorio per valutare la realizzazione di un sistema di welfare associativo, capace di mettere a disposizione servizi condivisi a beneficio delle aziende associate e dei loro collaboratori.
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