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lunedì 17 dicembre 2018

Attualità venerdì 03 agosto 2018 ore 14:53

Meduse, tutto quello che c'è da sapere

Foto di archivio

Affascinanti e insidiose al tempo stesso, le meduse sono sempre sotto la lente degli esperti. Molti avvistamenti nel Tirreno, ma non è allarme



FIRENZE — Le meduse sono l’ago della bilancia dell’ecosistema marino, ma venire a contatto con loro durante un bagno in mare non è sempre una bella esperienza.

Lo sa bene la venticinquenne lucchese che pochi giorni fa è stata “attaccata” da decine di meduse durante un bagno in mare a Cannatello, rione balneare di Agrigento. La ragazza toscana venuta in contatto simultaneamente da più e grosse meduse ha rischiato uno choc anafilattico.

Finale tragico, invece, per una famiglia romana in vacanza nelle Filippine. Lo scorso 26 Luglio, la figlia di 7 anni, è venuta a contatto con una medusa durante un bagno in mare. Contatto che non ha lasciato scampo alla piccola Gaia che, stando alle ricostruzioni dell’accaduto, ha avuto probabilmente una reazione allergica dal contatto con una cubomedusa.

Affascinanti e insidiose al tempo stesso, ogni estate cresce la necessità di informarsi sulle moltissime specie di meduse esistenti e sulle conseguenze per chi viene a contatto con loro. Durante la stagione balneare sono molti gli avvistamenti di meduse nel Mar Tirreno ed è capitato a molti di noi di venire a contatto con un esemplare.

Contrariamente a quanto spesso si crede, le meduse non pungono, non pizzicano e non mordono. La sensazione di dolore che avvertiamo è causata dal contatto con i tentacoli, o meglio che la particolari cellule che li rivestono che sfiorando il corpo estraneo attivano immediatamente un meccanismo di difesa basato su filamenti urticanti. La sostanza rilasciata ha effetto paralizzante ed infiammatorio che per gli uomini si traduce in dolore, bruciore, infiammazione, eritema, vescicole e gonfiore; a meno che non sia di una delle specie più velenose.

Cosa fare se si viene a contatto con una medusa? La prima cosa da non fare è di evitare di strofinare la parte interessata in modo da non diffondere ulteriormente la sostanza urticante nella pelle. Importante uscire subito dall’acqua e risciacquare più volte la zona colpita con dell’acqua di mare o con aceto bianco, sembrerebbe privo di fondamento scientifico tamponare la pelle con l’urina per ridurre il dolore. Per un effetto più deciso, si può usare un gel a base di cloruro d’alluminio da far preparare in farmacia. Se il caso sembra grave, si temono reazioni allergiche o si notano sintomi insoliti bisogna attivare prontamente la macchina dei soccorsi e affidarsi a cure mediche.

Le stretta connessione tra presenza di meduse e attività produttive, turistiche e della pesca per esempio, hanno portato all’attivazione di una Commissione internazionale per l’esplorazione e la ricerca in Mediterraneo di un importante programma di monitoraggio nell’intero bacino mediterraneo.

In questi anni anche l’Arpat, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, ha contribuito ad una campagna ad hoc di segnalazioni e attività di monitoraggio che hanno portato anche alla rilevazione di specie tipiche di altri ambienti.

Proprio come aveva ricostruito l’Arpat, in questi ultimi anni sono riportate sempre più frequentemente e in varie arie del mondo importanti fioriture di plancton gelatinoso come idre, meduse, anemoni e coralli. In alcuni casi queste fioriture, dette anche blooms,sono messi in relazione a particolari situazioni climatiche che possono favorire anche l’arrivo di specie non indigene.

E sull’aumento delle meduse ci sono diverse opinioni, come riporta l’Arpat a seguito di un’apposita indagine è riconducibile a: incidenza delle correnti, concentrazione di nutrienti, livelli di ossigeno, aumento della temperatura media nelle diverse stagioni dell’anno, disponibilità di cibo e tassi di predazione per dirne alcuni. Oltre all’espansione della fioritura di meduse, oggi è importante valutare le conseguenze future che queste possono determinare.

Come evitare il contatto con le meduse? L'unica possibilità è quella di non tuffarsi in mare se viene segnalata la loro presenza. 

Dina Maria Laurenzi
© Riproduzione riservata



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