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martedì 25 giugno 2019

Attualità domenica 30 dicembre 2018 ore 09:31

"La manovra colpisce gli ospedali toscani"

L'assessora regionale Stefania Saccardi valuta in 5 milioni di euro l'aggravio di spesa con l'aumento dell'Ires per i presidi ospedalieri



CECINA — Non solo volontariato e no profit. La scure fiscale del governo si è abbattuta anche sulle aziende ospedaliere e sanitarie. "Per la Toscana vale almeno cinque milioni di euro in un anno - spiega l'assessore alla salute Stefania Saccardi – e di fatto è un taglio occulto alla sanità pubblica: soldi che dal fondo sanitario finiranno al ministero delle finanze, soldi in meno per cure ed assistenza".

Nella manovra di fine anno, questo il punto, il governo propone di cancellare lo sconto Ires pagata sugli immobili ospedalieri. Quaranta anni fa, quando le aziende sanitarie sono nate, l'Ires non la pagavano: gli edifici erano dei Comuni, esclusi dalla tassa. Poi la proprietà è stata trasferita alle aziende, gli immobili sono diventati patrimonio imponibile ma le aziende ospedaliere - e successivamente, in virtù di una sentenza della Cassazione, anche le aziende sanitarie – hanno goduto quantomeno di una riduzione del cinquanta per cento. Adesso quello sconto, sulla base di quanto previsto dalla manovra del governo, scompare e le tasse dunque raddoppiano.

Qualche esempio? In tutta Italia l'aggravio per le aziende del sistema sanitario nazionale si stima che si aggirerà sui 60-70 milioni di euro. In Toscana si calcolano un milione e mezzo per le aziende ospedaliere di Careggi, l'ospedale pediatrico Meyer, Cisanello a Pisa o Le Scotte a Siena. Solo il Meyer pagherà da solo in un anno 200 mila euro euro in più. Altri 2 milioni e 800 mila euro non previsti dovranno essere sborsati dalle tre Asl Toscana Centro, Nord Ovest e Sud Est.

"Di fronte all'impossibilità di coprire il maggior costo con nuovi finanziamenti – commenta ancora Saccardi – le aziende sarebbero costrette a tagliare i costi delle prestazioni sanitarie. Un provvedimento dunque iniquo e inaccettabile. Si parla infatti di sanità pubblica e il rischio è dunque che gli effetti del provvedimento si abbattano per lo più sulle fasce più deboli della popolazione".

"Cinque milioni su quasi settemila che con il bilancio della Regione destiniamo ogni anno a sanità e sociale si dirà che sono pochi – conclude l'assessora alla sanità – ma si tratta comunque di cinque milioni che potevano essere utilizzati per migliorare le prestazioni sanitarie offerte ai toscani e che in questo modo scompaiono".



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