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martedì 28 giugno 2016

Politica giovedì 11 febbraio 2016 ore 12:00

Cosa accadrà se i Comuni si fondono

Una veduta di Castellina Marittima

Lo studio preliminare di fattibilità sull'ipotesi di fusione dei due comuni collinari sarà presentato domani sera in Comune

CASTELLINA MARITTIMA — La Regione Toscana, pochi giorni fa, ha approvato la legge per la fusione dei comuni di Castellina Marittima e Riparbella e sta per indire il referendum. Il percorso di fusione di questi due comuni è pertanto giunto alla seconda fase che terminerà poco prima che i cittadini siano chiamati a esprimersi con il voto. 

Dopo la presentazione della proposta, una prima fase di informazione, confronto e ascolto, è ora il momento delle valutazioni e del coinvolgimento ancor più diretto dei cittadini: venerdì 12 febbraio, nella sala del consiglio comunale di Riparbella, alle 21 sarà presentato lo studio preliminare di fattibilità sull'ipotesi di fusione dei due comuni collinari.

Lo studio elaborato da Anci Toscana vuol essere strumento di ulteriore approfondimento e valutazione a disposizione dei cittadini, sarà presentato dal dottor Andrea Taddei di Anci Toscana con la partecipazione di Simone Gheri, segretario generale della medesima associazione. La presentazione sarà ripetuta a Castellina Marittima venerdì 19 febbraio al Teatro “Niccolini” sempre alle 21.

Gli incontri poi continueranno con una serie di “laboratori dei cittadini” per l'individuazione dei capisaldi del nuovo statuto dell'eventuale futuro comune unico:

- A Riparbella il 4 marzo presso la Sala del Consiglio comunale alle ore 21,00
- A Castellina Marittima il 18 marzo presso il Teatro “Niccolini” sempre alle 21,00
- A Riparbella il 1 aprile presso la Sala del Consiglio comunale alle ore 21,00
- A Castellina Marittima il 8 aprile presso il Teatro “Niccolini” sempre alle 21,00

I sindaci dei due Comuni tengono anche a informare che l’esito del referendum sarà interpretato dal Consiglio regionale, in base alla somma dei voti espressi complessivamente dalla popolazione dei due comuni. Vogliono anche ricordare che in caso di fusione i municipi rimaranno comunque in tutti e due i paesi come presidi territoriali al servizio del cittadino (Anagrafe, Stato Civile, Segnalazioni, ritiro moduli, ecc.) e come presidi civici; inoltre resteranno in vigore tutti gli attuali documenti ad uso comune dei cittadini quindi in caso di fusione non si dovranno cambiare carte di identita’ e codici fiscali.

Ecco infine la tabella degli incentivi economici che consentirebbero alla nuova comunità di poter migliorare e potenziare i servizi, fare investimenti, opere pubbliche o ridurre le tasse, creare opportunità di lavoro per dare una boccata di ossigeno alle imprese, creare le basi perché si guardi sempre più con interesse al nuovo territorio con conseguente positiva ricaduta sull’economia e per il benessere della popolazione: "Contrariamente a quanto sta succedendo oggi - dichiara Elisa Bini, vicesindaco del Comune di Castellina - la nuova unica Amministrazione che uscirebbe dalle elezioni amministrative nel 2017 avrebbe la possibilità di scegliere il meglio per i propri cittadini".

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