Attualità

Arte a cielo aperto con la terza edizione de "La Collina delle Fiabe"

Torna il festival promosso dal Comune, con cinque nuovi murales di Basik, Luca Zamoc, Alleg, Simone Carraro e Vesod, dal tema "Le mani della terra"

Due anni fa erano pareti anonime. Oggi sono pagine di un racconto che il paese continua a scrivere sui propri muri: il 26 e 27 Settembre "La Collina delle Fiabe" torna a Riparbella per la sua terza edizione, portando altri cinque interventi ad arricchire la galleria a cielo aperto nata nel centro storico. Il Festival, voluto e promosso dal Comune di Riparbella, è realizzato dall'associazione Start Attitude su progetto e cura di Gian Guido Maria Grassi, con la collaborazione della Pro Loco, il supporto di CNA Pisa e la compartecipazione della Camera di Commercio Toscana Nord Ovest.

Nato nel 2024 con i murales di Zosen Bandido, Mina Hamada, Zed1, Daniel Muñoz, Gio Pistone e Moneyless, e cresciuto nel 2025 con gli interventi di Aris, Giorgio Bartocci, Ericailcane, Hitnes e Tellas, il festival ha trasformato negli anni il volto di Riparbella, richiamando un pubblico nuovo di appassionati di street art e diventando un riferimento per chi guarda alla rigenerazione urbana dei piccoli centri attraverso l’arte. Anche quest’anno gli artisti coinvolti, Basik, Luca Zamoc, Alleg, Simone Carraro e Vesod, incontreranno la popolazione nei giorni precedenti al festival, ascoltando il territorio prima di mettersi al lavoro, dando vita così ad un vero cantiere creativo a cielo aperto.

Il tema di questa edizione è "Le mani della terra – Riparbella e la memoria che cambia volto". Il profilo di Riparbella nasce attorno al suo castello, fondato dai Conti della Gherardesca intorno all'anno Mille, un territorio vissuto per secoli attraverso un'agricoltura estensiva, gestita in origine come uso comune della terra. La voce di questa edizione si sposta quindi verso un'agricoltura antica e comunitaria, fatta di mani, attrezzi e terre condivise.

Di questa cultura Zeno Fiaschi, contadino nato a Riparbella nel 1903, è testimonianza esemplare: costruiva e riparava da sé i propri strumenti, usava materiali naturali reperibili sul posto, viveva in autosufficienza pressoché totale. Fu l'architetto Alessandro Poli, del gruppo radicale Superstudio, a leggere in quella vita quotidiana un modello alternativo al mondo moderno: la sua ricerca "Zeno, una cultura autosufficiente" arrivò fino alla Biennale di Venezia del 1978 e, più tardi, alla mostra "Other Space Odysseys" al Canadian Centre for Architecture di Montréal, dove gli attrezzi di Zeno furono messi a confronto con la tuta spaziale di Buzz Aldrin.

I murales di questa edizione, di Basik, Luca Zamoc, Simone Carraro e Alleg - raccolgono questo invito: il grano e il forno, gli attrezzi e le mani che li hanno usati, le strade di terra che tenevano insieme un territorio pensato per essere condiviso. Vesod, con il "Risveglio di Turan", dea etrusca dell'amore, completa l'opera iniziata lo scorso anno.

Dal borgo il festival coinvolge tutta la collina dove l'iconico paesaggio toscano si unisce al mare con installazioni diffuse nel territorio e accolte all’interno delle cantine che producono celebri vini. Tra queste "Paesaggi Cosmici"di Luca Serasini, un percorso di land art che racconta, attraverso cinque installazioni nel bosco, le diverse fasi della nascita e dell’evoluzione dell’Universo: un’esperienza che immerge il visitatore in un viaggio galattico accompagnato da un paesaggio sonoro.

Torniamo anche quest'anno - ha spiegato la vice sindaca Monica Marraffa - a proporre un progetto che ha avuto e sta avendo una grandissima risposta. E un ottimo riscontro hanno avuto anche le nostre giovanissime guide: i ragazzi delle scuole di Riparbella che durante i mesi 'fuori stagione' hanno raccontato i murales ai visitatori con entusiasmo e preparazione. La stessa manifestazione d'interesse per il reperimento di nuove facciate ha dimostrato che, anche tra i cittadini, il progetto è ormai qualcosa di radicato: per i nuovi murales di quest'anno abbiamo attinto dalla graduatoria ancora attiva ma sono arrivate ulteriori disponibilità".

"Ogni edizione aggiunge un nuovo capitolo a questa storia - ha confermato Gian Guido Grassi, curatore del progetto -. Questo è un progetto per gli abitanti di Riparbella: è con loro e per loro che lo facciamo. Il borgo si trasforma in un cantiere creativo per alcuni giorni, per poi aprirsi alla condivisione con l’esterno. Penso che la forza di questa iniziativa risieda proprio qui. Il tema di quest’anno si lega proprio alla necessità di non dimenticare questo radicamento, l’anima autentica di queste persone che ci affidano una loro memoria, diventando a loro volta custodi delle opere”.

Da giovedì 18 Settembre, prima della festa conclusiva, il paese incontra gli artisti al lavoro con una serie di aperitivi diffusi tra le vie del borgo, per ridare vita ad un processo creativo condiviso. Il fulcro del festival è invece nel weekend del 26 e 27 Settembre, quando il paese si ritroverà per brindare insieme ai nuovi murales e vivere la convivialità della cucina riparbellina, affidata alla Pro Loco con una ricca proposta di piatti e vino del territorio.

Per l’occasione verrà inoltre inaugurato “Paesaggi cosmici”, il percorso di installazioni di arte contemporanea, curate da Luca Serasini e dedicate all'Universo nel complesso del patrimonio agricolo forestale regionale di Riparbella, al Giardino Scornabecchi. Non solo, perché la festa rappresenterà anche l’occasione per presentare il volume "Alessandro Poli. Dall’architettura radicale alla cultura materiale". Poli, figura chiave dell’architettura radicale fiorentina degli anni ’70, si è dedicato nel suo percorso alla ricerca della cultura materiale extraurbana, di cui il contadino Zeno Fiaschi divenne figura di riferimento.