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Torna "La Cucina Povera" e soffia su 35 candeline

Dopo il pomodoro dello scorso anno, la rassegna, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune, dedica questa edizione al grano e ai suoi derivati

Torna l'appuntamento più atteso dell'estate castellinese. "La Cucina Povera" spegne 35 candeline e lo fa nel segno della continuità e della qualità, confermandosi uno degli eventi enogastronomici più identitari e sentiti di tutto il territorio. Organizzata dall'associazione Pro Loco e dal Comune di Castellina Marittima, in collaborazione con Slow Food Costa degli Etruschi e Castello del Terriccio, la manifestazione custodisce da oltre tre decenni i sapori e i saperi della tradizione contadina locale, tramandati di generazione in generazione e oggi più che mai capaci di raccontare l'identità di una comunità attraverso il cibo.

Ogni edizione sceglie un ingrediente simbolo attorno a cui costruire un intero percorso di riflessione e degustazione: dopo il pomodoro, grande protagonista dello scorso anno, il 2026 porta in scena il grano e i suoi derivati, alla base stessa della cucina povera toscana, dal pane alle paste fatte in casa, fino ai dolci della tradizione. Un filo che lega la terra alla tavola, e che sabato 25 Luglio, al Castello del Terriccio, sarà al centro della serata inaugurale pensata per stimolare il confronto e la curiosità del pubblico.

Alle 18 prenderà il via la tavola rotonda "Dalla spiga alla tavola: qualità, gusto, benessere. Ma è tutta farina del nostro sacco?", un titolo che non nasconde una punta di provocazione e che promette di aprire un dibattito franco su qualità, filiera e autenticità dei prodotti che portiamo in tavola ogni giorno. A moderare l'incontro sarà il giornalista Leonardo Romanelli, che guiderà un confronto tra voci autorevoli del mondo della gastronomia, dell'agricoltura e delle istituzioni: Vittorio Piozzo di Rosignano, titolare di Castello del Terriccio, il sindaco di Castellina Marittima Alessandro Giari, l'executive chef del ristorante Terraforte Cristiano Tomei, l'assessore eegionale all'economia, al turismo e all'agricoltura Leonardo Marras, il prof Andrea Marescotti di Slow Food Toscana, Daniele Campochiari del Molino Le Pietre, Carlo Passera, caporedattore di Identità Golose, e il gastronomo e fotografo Lido Vannucchi.

A seguire, dalle 20,30, la serata si trasformerà in un vero e proprio viaggio nel gusto con la cena degustazione dedicata ai piatti dell'antica tradizione toscana. La partecipazione è su prenotazione, da effettuare direttamente presso il ristorante Terraforte al numero 39.3458766179 o all'indirizzo info@ristoranteterraforte.it.

"Eccoci di nuovo, come ogni anno, alla Cucina Povera - ha dichiarato il sindaco di Castellina Marittima, Alessandro Giari - e come ogni anno dobbiamo precisare che questa cucina tutto è meno che 'povera'! È una cucina ricca. Ricca di storia, di tradizione, di sapori antichi, di prodotti genuini che si sono tramandati da generazioni. E ora questa storia evolve ulteriormente per farci capire, ma anche verificare, come i prodotti possano conservare tipicità e genuinità in un mondo sempre più interconnesso e subordinato a logiche quantitative più che qualitative".

Ma il cuore pulsante della manifestazione, come da tradizione, batterà il 1° e 2 Agosto, quando il centro storico di Castellina Marittima si accenderà di luci, profumi e sapori: vie e piazzette si trasformeranno in un percorso diffuso di assaggi, tra piatti tipici, pietanze della tradizione, vini e dolci che raccontano un'antica cultura enogastronomica, capace ogni anno di richiamare visitatori da tutta la Toscana e non solo, in un'atmosfera di festa autentica e conviviale. La parte enogastronomica della festa sarà affiancata, come sempre, da un ricco programma di spettacoli tra musica e teatro, pensato per animare le vie del paese e regalare a residenti e visitatori momenti di intrattenimento in ogni angolo del centro storico.

“La cucina della tradizione - ha sottolineato Vittorio Piozzo di Rosignano, alla guida dell’azienda agricola Castello del Terriccio che ospiterà la cena inaugurale - ci ricorda che la qualità nasce dal rispetto della terra e dei suoi tempi. È una cultura fondata sulla stagionalità, sulla biodiversità, sul lavoro degli agricoltori e sulla capacità di valorizzare ogni ingrediente senza sprechi. Sono gli stessi principi che ispirano ogni giorno il lavoro del Castello del Terriccio, dalla produzione agricola alla cucina di Terraforte. Recuperare questo patrimonio non significa celebrare il passato, ma ritrovare una visione dell'alimentazione più consapevole, autentica e profondamente legata al territorio".