La vendemmia potrebbe arrivare con settimane di anticipo, la produzione di latte è già in diminuzione e anche l’olivicoltura, prevista per i mesi più freddi, rischia di pagare il prezzo di un’estate iniziata sotto il segno delle temperature record. È il quadro tracciato da Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana sugli effetti che il caldo e gli eventi climatici estremi stanno producendo sull’agroalimentare regionale.
“Non siamo di fronte soltanto a qualche settimana particolarmente calda, ma a condizioni che stanno modificando i normali cicli produttivi delle aziende agricole. - ha affermato il vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana Ritano Baragli - Le colture maturano prima, gli animali soffrono lo stress termico e le imprese devono sostenere costi sempre maggiori per difendere produzioni e qualità”.
Tra i comparti più esposti c’è quello vitivinicolo. “Le alte temperature accelerano la concentrazione degli zuccheri negli acini e questo porta a una maturazione anticipata delle uve. - ha spiegato Baragli - Il rischio è di ritrovarsi con una vendemmia più precoce del normale, con quantità inferiori e gradazioni alcoliche più elevate. Anche alcune produzioni destinate agli spumanti stanno registrando anticipi che in alcuni casi sfiorano le due settimane”.
L’emergenza riguarda però l’intero sistema agricolo regionale. Le conseguenze si fanno sentire anche sulle produzioni tipicamente autunnali e sull’apicoltura. Negli allevamenti, invece, il termometro si riflette direttamente sulla produttività.
Il quadro non è uniforme per tutte le colture. “Se vogliamo guardare alla nota positiva, per il grano le prospettive sembrano essere positive. - ha concluso Baragli - Più complessa invece la situazione per due produzioni simbolo della Toscana come vino e olio: se per l’uva il tema principale è l’anticipo delle maturazioni, per l’olivicoltura c’è il rischio concreto di una produzione inferiore rispetto alle aspettative della prossima campagna”.