Lavoro

Cia Etruria vicina ai territori a tutela delle 4 R

Dopo le 12 assemblee territoriali nelle province di Livorno e Pisa Cia Etruria stila i nuovi obiettivi a tutela del settore agricolo

Cia Etruria riparte dai territori e da un rapporto ancora più stretto con i propri soci. Una sinergia che è già stata rinforzata nel corso delle 12 assemblee territoriali, svoltesi da metà Gennaio sia nel livornese che nel pisano, funzionali ad accompagnare la Confederazione verso l’assemblea elettiva. Appuntamento organizzato pochi giorni fa a Castello Pasquini, dal quale sono emersi consiglieri e organismi dirigenti.

L’impegno di Cia Etruria si conferma massimo nel cercare di garantire un giusto reddito agli agricoltori. Per portare avanti questa istanza e le altre sulle quali da tempo si sta battendo, come la necessità di intervenire sulla fauna selvatica e di tutelare le aree rurali interne già spogliate di troppi servizi e recentemente castigate dalla Legge Montagna, è necessario proseguire il dialogo intrapreso rafforzandolo con i sindaci e le istituzioni politiche sia territoriali che regionali.

“Nostro preciso obiettivo è tutelare le 4 R ovvero: reddito, ricerca, restanza e riorganizzazione. - ha detto Cinzia Pagni, presidente Cia Etruria - Reddito, una priorità per le aziende agricole che faticano sempre di più ad andare avanti; ricerca in quanto in agricoltura c’è sempre più bisogno del supporto scientifico e universitario per poter sopravvivere agli effetti dei cambiamenti climatici; restanza ovvero il diritto di restare nei propri territori, soprattutto nelle zone più difficili come quelle interne e insulari; riorganizzazione della Confederazione per essere sempre più vicini ai nostri soci delle province di Livorno e Pisa.

"Se da una parte sono già in programma ulteriori incontri con le istituzioni, dall’altra Cia Etruria continua a battersi per trovare soluzioni ed accordi equi per la dignità dei suoi produttori. - hanno proseguito da Cia Etruria - Un’importante risposta dalle istituzioni è nel frattempo arrivata dal comune di Pomarance che ha già provveduto ad approvare all’unanimità un ordine del giorno sul tema Mercosur volto a tutelare chi produce nel nostro Paese. L’auspicio è che anche altri comuni facciano altrettanto". 

Una corsa contro il tempo per scongiurare la fine di un comparto, considerando che tra il 2014 e il 2024 la Toscana ha già perso oltre 20mila aziende agricole