Il 27 Giugno al Castello di Castagneto saranno celebrati i 50 anni dalla Fondazione del Rotary Club Cecina alla presenza di soci fondatori e loro eredi, oltre alle autorità civili e militari. Nel corso della celebrazione interverranno il Conte Gaddo della Gherardesca, padrone di casa e discendente della famiglia che storicamente ha accompagnato la nascita e lo sviluppo del Club, nonché gli eredi del Marchese Incisa della Rocchetta in rappresentanza delle famiglie dei soci fondatori del Rotary Club Cecina. Abbiamo intervista il presidente in carica Alessio Ciampini per conoscere meglio questa realtà.
Come racchiudere la storia del Rotary Club Cecina? Quali i principali service realizzati in questi 50 anni?
La storia del Rotary Club Cecina può essere racchiusa in una parola: servizio. Un servizio nato dall’amicizia, dalla responsabilità professionale e dal legame con il territorio. Il Club fu fondato il 21 Giugno 1976, con il Rotary Club di Livorno e il Rotary Club di Piombino come club padrini; l’idea nacque anche grazie all’incontro tra il Conte Gaddo della Gherardesca e il Dott. Giovanni Randon, poi sostenuta dal Marchese Mario Incisa della Rocchetta. Fu un percorso non semplice, durato circa due anni, nel quale venne definita anche l’area territoriale di riferimento del futuro Club.
In questi cinquant’anni il Rotary Club Cecina ha cercato di essere una presenza discreta ma concreta nella comunità: sostegno alle fragilità sociali, attenzione ai giovani e alla scuola, iniziative culturali, progetti educativi, interventi a favore della salute, della prevenzione e della qualità della vita. Più che ricordare un singolo service, ci piace sottolineare la continuità di un metodo: ascoltare i bisogni del territorio e trasformare le competenze dei soci in azioni utili.
Negli anni più recenti questa linea si è confermata con progetti educativi nelle scuole superiori su cittadinanza attiva e ambiente, interventi di riqualificazione urbana, supporto a eventi culturali e musicali, attività benefiche a favore delle realtà sociali locali, raccolte di farmaci e prodotti pediatrici in collaborazione con il Rotaract, e iniziative di sostegno alimentare tramite buoni spesa.
Quali sono i progetti più importanti che il vostro Club sta portando avanti a livello locale quest’anno?
Quest’anno abbiamo voluto concentrare l’attenzione su alcuni ambiti che riteniamo centrali per la nostra comunità: giovani, scuola, ambiente, cultura, inclusione e sostegno alle situazioni di fragilità.
Il nostro obiettivo non è soltanto finanziare iniziative, ma costruire relazioni stabili con scuole, istituzioni, associazioni e realtà del territorio. Il Rotary funziona quando riesce a mettere insieme persone, competenze e buona volontà. Per questo lavoriamo su progetti educativi rivolti agli studenti, su iniziative di sensibilizzazione ambientale, su attività culturali e su interventi concreti a favore delle famiglie e delle persone che vivono momenti di difficoltà.
Un altro aspetto importante è la collaborazione con gli altri club dell’Area Tirrenica 3 e con il Distretto 2071. La recente conviviale d’area, dedicata al tema “Dal valore all’azione”, ha richiamato proprio questo principio: il Rotary deve trasformare i valori in impatto reale. In quell’occasione è stato dato spazio anche al service distrettuale “Progetto d’Amore”, sostenuto con una raccolta solidale destinata interamente al progetto.
Quali sono le altre grandi aree di intervento a livello internazionale? Come sono cambiate in questi 50 anni?
Il Rotary è nato come rete di professionisti animati dall’ideale del servire, ma nel tempo è diventato una grande organizzazione internazionale capace di intervenire sui bisogni più urgenti del mondo. Le principali aree di intervento oggi sono: promozione della pace, prevenzione e cura delle malattie, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, salute materna e infantile, istruzione, sviluppo delle economie locali e tutela dell’ambiente.
In cinquant’anni è cambiato molto il modo di fare service. Un tempo l’intervento era spesso più locale e assistenziale; oggi è sempre più progettuale, misurabile e internazionale. Il Rotary continua a essere vicino alle comunità locali, ma agisce dentro una rete globale. Pensiamo alla lotta contro la poliomielite, che resta uno dei grandi simboli dell’impegno rotariano, ma anche ai progetti sull’acqua, sulla salute, sull’alfabetizzazione, sulla pace e sull’ambiente.
La stessa tutela ambientale è diventata una nuova area di intervento autonoma della Fondazione Rotary, affiancandosi alle altre grandi priorità internazionali: un segno evidente di come il Rotary sappia aggiornare la propria missione senza perdere la propria identità.
Come si interfaccia il Club con i giovani? Che ruolo hanno Rotaract e Interact?
Il rapporto con i giovani è una delle dimensioni più importanti della nostra attività. Il Rotary non guarda ai giovani soltanto come destinatari di iniziative, ma come protagonisti di percorsi di crescita, responsabilità e apertura al mondo.
Un esempio molto significativo è il programma di Scambio Giovani Internazionale del Rotary, al quale il nostro Club dedica grande attenzione. Attraverso questo progetto, ragazze e ragazzi hanno la possibilità di vivere un’esperienza formativa all’estero, entrando in contatto con nuove culture, nuove famiglie, nuove scuole e nuovi modi di interpretare la società. Allo stesso tempo, il Club e il territorio accolgono giovani provenienti da altri Paesi, offrendo loro l’opportunità di conoscere Cecina, la Costa degli Etruschi, le nostre comunità e il nostro patrimonio umano, culturale e ambientale.
È un progetto che rappresenta perfettamente lo spirito rotariano: favorire la comprensione tra i popoli, creare amicizie internazionali, educare alla pace e alla tolleranza attraverso esperienze concrete. Non si tratta semplicemente di un soggiorno all’estero, ma di un percorso di maturazione personale, autonomia, adattamento e consapevolezza.
Accanto a questo, il Club mantiene un rapporto stretto con il Rotaract, che rappresenta la componente giovane adulta della famiglia rotariana. Il Rotaract consente ai giovani di misurarsi direttamente con il service, con la leadership, con l’organizzazione di progetti e con il lavoro di squadra. È una palestra di cittadinanza attiva e, allo stesso tempo, un ponte naturale verso il Rotary.
L’Interact, rivolto ai più giovani, rappresenta invece un’occasione preziosa per avvicinare ragazze e ragazzi ai valori della solidarietà, dell’amicizia, del servizio e della responsabilità verso la comunità. Anche quando non è presente in forma strutturata, resta per noi un modello importante di coinvolgimento delle nuove generazioni.
In sintesi, il nostro obiettivo è trasmettere ai giovani non solo il valore del “fare”, ma anche il valore del “servire”: mettersi a disposizione degli altri, aprirsi al mondo e diventare cittadini più consapevoli. Il futuro del Rotary passa inevitabilmente da qui.
Come sta cambiando il Rotary per rimanere al passo con i tempi e attrarre nuovi membri? Chi è il “Rotariano tipo”?
Il Rotary sta cambiando perché sta cambiando la società. Oggi le persone hanno meno tempo, ma cercano esperienze autentiche, relazioni di qualità e progetti che producano risultati concreti. Per attrarre nuovi membri il Rotary deve essere sempre più aperto, dinamico, capace di comunicare meglio ciò che fa e di coinvolgere professionisti, imprenditori, giovani e donne che vogliono mettere competenze e tempo al servizio della comunità.
Il nostro stesso Regolamento richiama l’esigenza di trovare modi innovativi per rendere il Club più dinamico e interessante per i soci attuali e potenziali, e di definire gli obiettivi partendo dalle necessità della comunità locale e internazionale.
Il “Rotariano tipo”, in realtà, non è più riconducibile a un profilo unico. Non conta solo il ruolo professionale o sociale. Conta l’attitudine. Cerchiamo persone serie, competenti, disponibili, animate da integrità, spirito di servizio, capacità di relazione e desiderio di contribuire. Lo Statuto del Rotary International parla di persone di buon carattere, integrità, doti di leadership, buona reputazione professionale o comunitaria e interesse a servire le comunità locali e il mondo.
Essere rotariani oggi significa mettere a disposizione ciò che si sa fare, con umiltà e continuità. Non è appartenenza formale: è partecipazione, responsabilità e volontà di lasciare un segno positivo.