Cultura

Ultimi giorni per ammirare i bronzi di Pilistrello

Programmata per domenica 25 Gennaio 2026 una visita guidata con la direttrice del museo per conoscere tutti i retroscena della scoperta

Ultimi giorni di apertura della mostra “I bronzi di Pilistrello. 1565 - 2025”. La chiusura, che in un primo tempo era stata fissata all’inizio di Novembre 2025, in considerazione dell’interesse suscitato, è stata poi prorogata fino al 1° Febbraio 2026, ultimo giorno in cui sarà possibile ammirare i tre piccoli bronzi rinvenuti nel XVI secolo nell’area del Pilistrello, nel territorio del Comune di Rosignano Marittimo.

In vista della chiusura, il Museo Civico Archeologico Palazzo Bombardieri di cui è direttrice Carolina Megale ha deciso di organizzare una visita guidata ai bronzetti, per raccontare a tutti coloro che vorranno visitare l’esposizione la loro storia che li lega ai Medici, agli Uffizi e quindi al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

La visita guidata - “Ciao Bronzi!” - è stata programmata per domenica 25 Gennaio 2026 alle ore 18. Sarà a cura della direttrice Megale. È consigliata la prenotazione contattando il museo al numero 0586 724288 o via mail a palazzobombardieri@comune.rosignano.livorno.it.

La mostra celebra i 460 anni (1565-2025) dalla scoperta delle tre preziose statuette in bronzo: due raffiguranti Ercole e uno la Concordia. Come descritto da Giorgio Vasari, queste opere esposte a suo tempo nella Tribuna degli Uffizi, erano tra "le più preziose gioie ed altre delizie onorate e belle che abbi il Granduca”. La scoperta avvenne il 1° Maggio 1565 in località Pilistrello ed è avvolta da un velo di mistero come riportato in due lettere indirizzate a Cosimo I de’ Medici. Secondo queste, inizialmente, due butteri al servizio di Marcantonio trovarono frammenti di un antico vaso di rame. Pochi giorni dopo, alcuni contadini furono colti in flagrante mentre cercavano altri reperti, e fu allora che emersero le due figure di Ercole e la statua di Concordia.

La mostra esplora il giallo delle due versioni di questo ritrovamento attraverso le lettere originali di Francesco Galganetti da Colle, ufficiale di Rosignano, e di Andrea Tartaglia (Andrea Colleschi da Palaia), capitano mercenario e supervisore della Maremma. Mentre Galganetti enfatizza la scoperta in sé, Tartaglia solleva dubbi sulle intenzioni dei contadini e racconta di come i funzionari comunali di Rosignano, Bondino di Banti e Girolamo di Domenico, si impossessarono dei bronzi, inviandoli poi a Cosimo I de’ Medici. Quindi entrarono a far parte delle prestigiose collezioni medicee e furono a lungo esposti nella celebre Tribuna degli Uffizi, la "camera delle meraviglie" progettata da Bernardo Buontalenti. Questo spazio, concepito come uno scrigno di conoscenza, ospitava capolavori d'arte, oggetti preziosi e curiosità naturali. I bronzi di Pilistrello, insieme a opere come la Chimera d’Arezzo e l'Arringatore, sono poi confluiti nel patrimonio del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, tornando solo negli ultimi mesi, per la prima volta, nella casa del Museo Archeologico di Rosignano Marittimo.