Lavoro

Stress termico, sopralluogo alla Solvay

I lavoratori hanno sottoscritto e sostenuto una richiesta formale inviata all’azienda tramite PEC, chiedendo un confronto specifico

La campagna nazionale dell’Unione Sindacale di base contro lo stress termico e il rischio da calore nei luoghi di lavoro arriva anche dentro lo stabilimento Solvay Chimica Italia di Rosignano.

Da tempo i lavoratori del Cloruro di Calcio e di SGX hanno denunciato condizioni di lavoro caratterizzate da temperature elevate, microclima pesante e problematiche strutturali che rendono ancora più gravoso e pericoloso lo svolgimento delle attività.

I lavoratori hanno sottoscritto e sostenuto una richiesta formale inviata all’azienda tramite PEC, chiedendo un confronto specifico sulle condizioni di lavoro e sulle misure necessarie per affrontare il problema dello stress termico.

“Abbiamo quindi proseguito il percorso indicato nella stessa comunicazione, coinvolgendo gli organi competenti. - hanno comunicato dall’Usb - La risposta è arrivata: il 3 agosto 2026, ASL e Ispettorato del Lavoro si sono presentati nello stabilimento per un sopralluogo”.

Durante il sopralluogo sono emerse delle criticità e confermate le temperature elevate.

“Al termine del sopralluogo si è svolto un confronto con il personale ASL, i conduttori, il responsabile della sicurezza Solvay, il responsabile del Cloruro di Calcio, il capo turno e la rappresentanza sindacale USB. - hanno spiegato dal sindacato - Durante il confronto i lavoratori hanno potuto rappresentare direttamente le proprie condizioni di lavoro”.

Attesi ultiori approfondimenti da parte dell’Asl.

“Lo stress termico non è una questione di disagio o di semplice sopportazione. È un problema di salute, sicurezza e organizzazione del lavoro che deve essere affrontato con strumenti concreti, prevenzione e investimenti. - hanno commentato dall’Usb - Non accettiamo che la sicurezza venga affrontata soltanto dopo un incidente. Non accettiamo che siano i lavoratori a dover sopportare condizioni ambientali sempre più pesanti mentre gli impianti continuano a presentare criticità. Non accettiamo che la responsabilità della sicurezza venga scaricata sui lavoratori attraverso comportamenti individuali, invece di intervenire sulle condizioni strutturali e organizzative del lavoro. Riteniamo necessario che tutte le organizzazioni sindacali assumano questo problema come una priorità comune”.