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Rosignano per la pace, le iniziative

Le iniziative in occasione della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Verrà piantumato anche l'albero simbolo di pace

Foto di repertorio

Nell’ambito del programma di attività coordinato dal Tavolo per la Pace della Val di Cecina in occasione della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, anche il Comune di Rosignano Marittimo farà la sua parte ospitando, lunedì 21 Settembre, due importanti appuntamenti dedicati alla cultura della nonviolenza, al disarmo e alla difesa dei diritti civili.

La Marcia Mondiale è un’iniziativa partecipata che nasce dalla base sociale, in cui il maggior numero possibile di città in tutto il mondo realizza diverse attività per promuovere la pace. Le iniziative si svolgeranno indicativamente tra il 21 Settembre, Giornata Internazionale della Pace, e il 4 Ottobre, Giornata Internazionale della Nonviolenza, contemporaneamente in tutte le città e i Paesi del mondo. Nel territorio locale, il programma si sviluppa grazie al sostegno dei tredici Comuni aderenti al Tavolo per la Pace della Val di Cecina e alla collaborazione di numerose associazioni impegnate a favore della cooperazione internazionale e della fratellanza tra i popoli.

Il primo appuntamento di lunedì 21 Settembre è fissato per le ore 10 nel Parco della Pace, situato dietro l'Ufficio Postale a Rosignano Solvay, con la cerimonia ufficiale di messa a dimora dell'Albero della Pace. Per l'occasione verrà piantumato un esemplare di Bagolaro cinese hibaku jumoku, nato dai semi degli alberi sopravvissuti al bombardamento atomico di Hiroshima del 1945, testimone vivente di rinascita e memoria (leggi qui l'articolo collegato).

“L'albero che sarà messo a dimora nel Parco della Pace di Rosignano Solvay - ha dichiarato l’assessora Susanna Masoni - si lega a una profonda storia di speranza. Dopo il bombardamento del 6 agosto 1945, che uccise un terzo dei cittadini di Hiroshima lasciando temere la totale sterilità del suolo per decenni, le nuove piantine scaturite dalle macerie divennero un simbolo di rinascita. Oltre 160 alberi situati entro 2 chilometri dall'ipocentro sono oggi registrati come hibakujumoku (alberi bombardati). Inspirata da questi simboli, nel 2011 è nata la Green Legacy Hiroshima (GLH), sostenuta dall'Ufficio UNITAR di Hiroshima, da ANT-Hiroshima e accreditata dall'UNESCO. In Italia la raccolta dei semi è coordinata da PEFC Italia, in accordo con l'Associazione ‘Mondo senza Guerre e senza Violenza’ e l'Università di Perugia. Questi speciali Alberi di Pace vengono affidati ogni anno dopo un'attenta selezione, ricordando da un lato il pericolo delle armi di distruzione di massa e dall'altro la sacralità della vita e della Natura, dimostrando che la pace va coltivata giorno dopo giorno”.

A seguire, alle ore 12, sempre a Rosignano Solvay, presso l’Auditorium di Piazza del Mercato, si terrà la conferenza stampa congiunta dei sindaci della Val di Cecina per la presentazione della campagna "Io obietto la guerra", promossa dall’organizzazione umanitaria EMERGENCY all'interno della più ampia iniziativa R1PUD1A. All’evento saranno presenti presente anche Simonetta Gola, direttrice della comunicazione di Emergency, e il sindaco di Capaci Pietro Puccio, ideatore della proposta per l’obiezione di coscienza preventiva. La campagna ha l'obiettivo di dare concretezza all'articolo 11 della Costituzione italiana, che recita "L'Italia ripudia la guerra", offrendo a cittadini e giovani la possibilità di registrare preventivamente la propria obiezione di coscienza e il rifiuto delle armi nelle liste di leva. Attraverso questa adesione, i Comuni del Tavolo per la Pace si impegnano a ricevere le dichiarazioni di nonviolenza dei propri residenti, opponendosi alla normalizzazione del conflitto e a qualsiasi ipotesi di ritorno del servizio militare obbligatorio.

“E’ un onore per noi – ha precisato il sindaco Claudio Marabotti - ospitare Simonetta Gola di Emergecy e Pietro Puccio, Sindaco del Comune di Capaci, che per primo ha iniziato una campagna per l’informazione dei giovani sull’obiezione di coscienza verso l’uso delle armi. Mai come in questo momento è importante mettere al centro dell’attenzione e del discorso politico il tema del rifiuto della guerra. Viviamo giorni tremendi e contraddittori. Da un lato si spendono miliardi in armi per sostenere una guerra che ha distrutto una generazione di giovani ucraini. Dall’altro si vendono armi a un Paese che massacra deliberatamente civili palestinesi. Dalle iniziative di questi giorni deve uscire forte e chiaro il messaggio che la grande maggioranza della società civile vuole che si cessi l’invio di armi a Paesi in guerra e che si dia una spinta decisa al dialogo. Perché, come diceva Desmond Tutu, ‘se vuoi la pace non parli con i tuoi amici. Parli con il tuo nemico’”.