Attualità

La duna di Lillatro diventa un orto botanico

Individuate delle specie di pianta psammofila da tutelare. Nuovi sopralluoghi in programma alla foce del Fine, Galafone e Pietrabianca

La duna del Lillatro torna a nuova vita grazie ad un progetto che l’Amministrazione comunale di Rosignano Marittimo sta portando avanti insieme al settore delle manutenzioni in questo periodo, partendo dalla delimitazione fisica della duna per preservare la flora tipica. 

Il percorso parte da lontano, quando le associazioni di tutela ambientale del territorio e dagli esperti del MuSNa avevano segnalato l'importanza di azioni concrete per la zona.

“Il progetto di tutela, in esecuzione a quanto disposto dall’articolo 27 delle norme tecniche di attuazione del Piano Operativo del nostro Comune - ha spiegato l’assessora Susanna Masoni - prevede una recinzione con pali e corda realizzata da Maicol Cirenei e Massimiliano Scarlatti che fanno parte del settore menutentivo comunale, coordinati da Luca Dal Canto. Tale recinzione è finalizzata alla preservazione della flora psammofila superstite presente sulla duna che rappresenta il residuo di un più esteso complesso dunale che continua anche nel vicino stabilimento del Circolo Canottieri Solvay”.

Quando in biologia si parla di 'pianta psammofila' - come indica il anche dizionario Treccani - si parla di 'piante terrestri che vivono sulle sabbie delle dune mobili e le arene marittime, quindi in ambiente arido'. La definizione prosegue indicando che tali piante presentano particolari adattamenti, fra gli esempi quello d avere radici molto lunghe che permettono loro di sopportare, oltre all’aridità, le particelle del suolo che si muovono, la sabbia che viene alzata dal vento e va a colpire le parti esterne delle stesse piante, la salsedine che arriva dal mare e il fatto di essere seppellite nella sabbia.

“Nonostante i numerosi interventi umani che ne hanno alterato e ne alterano la struttura, la duna del Lillatro conserva ancora delle specie vegetali di interesse conservazionistico e con un’elevata biodiversià, che fanno dell’area una sorta di piccolo orto botanico della flora psammofila”, hanno spiegato dal comune.

Tra le specie di interesse indicate ci sono: Centaurea aplolepa Moretti subsp. subciliata (DC.) Arcang (lista rossa della flora italiana, classe di rischio “endangered”, cioè in via di esinzione), endemismo toscano, e il Pancratium maritimum L. (Giglio di mare) dalle imponenti fioriture. 

“La fioritura del giglio - ha aggiunto Masoni - sarà possibile ammirarla nel corso dei prossimi mesi se la duna verrà rispettata dai bagnanti, limitando il passaggio nei sentieri dedicati appositamente realizzati attraverso la delimitazione”.

Nella cartellonista affissa ci sono poi indicate altre specie che forniscono al sistema dunale una biodiversità elevata: Eryngium maritimum L. (Calcatreppola marina), Seseli tortuosum L. (Finocchiella di mare), Cakile maritima Scop. (Ravastrello marittimo), Matthiola sinuata (L.) W.T. Aiton (Violaciocca sinuata), Echinophora spinosa L. (Finocchio del litorale, spinoso), Calystegia soldanella (L.) R.Br., Silene colorata Poir. (Silene colorata).

Il progetto che è in fase di realizzazione da parte del Comune di Rosignano Marittimo, è fra l’altro entrato nell’ambito di quello europeo denominato Life Alexandro che si prefigge - fra l’altro - di attuare misure di conservazione specifiche per prevenire le cause di mortalità diretta per il fratino, piccolo uccello dalle abitudini migratrici, che nidifica sulle spiagge, fra le dune, spesso molto vicino alla battigia. La sua presenza, segnalata lo scorso anno alle Spiagge Bianche, è un indicatore di salute riguardo agli ambienti costieri, ma purtroppo è in pericolo in relazione alle attività ricreative umane, agli animali predatori e al degrado degli habitat sabbiosi. Il 6 Maggio è già previsto un nuovo sopralluogo nelle altre aree interessate alla tutela nell’ambito del territorio del Comune di Rosignano Marittimo, ovvero la foce del Fine, il Galafone e il litorale di Pietrabianca.