Degustando 2.100 bottiglie di vino, prodotte nelle principali regioni vinicole europee, nei cinque giorni del VinoEuro2026 che si è appena concluso in Toscana c’è stato uno scambio di opinioni intenso tra produttori, sono stati stretti rapporti professionali e di amicizia e sono state promesse le etichette delle importanti aziende associate alle organizzazioni dei dieci Paesi partecipanti.
Lungo la Costa degli Etruschi, dove venti anni fa prese forma il progetto di unire due grandi passioni dei popoli europei, quella per il vino e quella per il calcio, la manifestazione è tornata a rendere l’Italia protagonista della viticoltura. La coppa è stata vinta dalla Slovenia, che ai rigori ha battuto gli azzurri, e al terzo posto si è piazzata la Germania.
VinoEuro è stato però come sempre qualcosa di più degli incontri sui campi da calcio, dove si sono rinsaldati i rapporti tra i vignaioli, rappresentando il grande volano utile agli imprenditori per far conoscere in Europa i loro prodotti in autonomia.All’evento organizzato dalla Nazionale italiana viticoltori “11 del Vino” - a cui hanno già aderito importanti realtà produttive della Toscana, del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia-Romagna, delle Marche, della Sicilia e della Sardegna e che ambisce ad accogliere altre prestigiose aziende - in collaborazione con l’Uenfw-Union of european national football teams of winemakers, hanno preso parte 400 persone, che hanno avuto modo di apprezzare le bellezze di Cecina, Castagneto Carducci, Bibbona, Suvereto e Venturina Terme (frazione di Campiglia Marittima), in provincia di Livorno, ma soprattutto di visitare le importanti aziende presenti nella zona, dibattendo sulle migliori tecniche per la coltivazione, la produzione, la conservazione, la commercializzazione e la promozione del vino.
Le rappresentative di Italia, Germania, Francia, Slovenia, Ungheria, Portogallo, Repubblica Ceca, Svizzera, Austria e Romania, che hanno saputo apprezzare anche l’ampia e curata offerta turistica della Costa degli Etruschi, hanno visitato realtà come Bulichella, Petra, Tua Rita, Campo alla Sughera, Le Macchiole, Ca’ Marcanda Gaia, Guado al Tasso Antinori, Di Vaira e Gauldo al Re. Senza dimenticare l’importanza della scienza per far fronte agli impatti sulla viticoltura dei cambiamenti climatici, economici e culturali, come è emerso nell’importante convegno ospitato dall’azienda Ornellaia, dove la professoressa Monika Christmann, responsabile dell’Istituto, Dipartimento di Enologia e Cattedra di Enologia, della Hochschule Geisenheim University, e il prof. Andrea Lucchi, responsabile del corso universitario di Viticoltura ed Enologia, Dipartimento di Agricoltura, Cibo e Ambiente, dell’Università di Pisa, hanno analizzato le attuali difficoltà dei produttori e prospettato soluzioni per guardare al futuro del vino
“Missione raggiunta. Abbiamo ricevuto i complimenti di tutti i partecipanti per l’organizzazione dell’evento e per l’accoglienza, per la professionalità degli addetti e per la qualità delle strutture sportive e della ristorazione. Ho inoltre piacere che VinoEuro sia stato di nuovo un mezzo per promuovere il territorio, con le visite a Bolgheri, Suvereto, alle cantine della doc Bolgheri e a quelle della Val di Cornia, oltre che alle nostre spiagge e alle nostre strutture, partendo dal resort Paradù", ha commentato con soddisfazione il presidente degli 11 del Vino, Paolo Pacini. Una manifestazione che ha cercato anche di contribuire, rinsaldando l’amicizia tra le rappresentative dei diversi Paesi, a un’Europa più unita.
“Siamo partiti in due e oggi siamo tanti. Una realtà in forte crescita”, ha concluso il presidente Pacini. Al progetto intendono infatti aderire anche la Spagna e la Polonia, portando così i membri a 12. Senza contare l’interesse che l’iniziativa sta riscuotendo fuori dai confini europei, partendo dal Cile. E la macchina organizzativa è già partita per il VinoEuro2028, che si svolgerà in Ungheria.