“Sono sinceramente dispiaciuto per la protervia con la quale la Direzione dell’Azienda Sanitaria Toscana Nord Ovest cerca di difendere l’indifendibile. Il tema su cui da anni si cerca di portare l’attenzione è la carenza di una struttura efficiente per il trattamento dell’infarto miocardico acuto. Durante la riunione della scorsa settimana, benché preparata da mesi, sono stati portati dati sostanzialmente inutili”. Così il sindaco di Rosignano Marittimo Claudio Marabotti ha risposto all'Azienda Usl Toscana ovest sulla questione della rete dell'infarto.
Marabotti ha individuato così tre punti critici rispetto alle analisi fornite.
Il primo: “Il metodo di valutazione. L’efficienza della rete per la cura dell’infarto richiede, in base alle linee guida internazionali, un trattamento con angioplastica entro 100 minuti dall’attivazione dei servizi di emergenza medica. E le linee guida specificano che quei 100 minuti devono essere calcolati dal momento di attivazione dei servizi di emergenza al momento di riapertura della coronaria. Ad oggi il cronometro si ferma quando il paziente entra in sala di emodinamica. Tutto ciò che succede dopo (preparazione del paziente, incannulazione di un’arteria, coronarografia diagnostica e, finalmente, superamento dell’ostruzione coronarica) non è misurato e questo, quando va bene, comporta un tempo aggiuntivo di almeno 15-20 minuti”.
Secondo punto: “Nei dati portati in visione erano considerati solo i pazienti che attivano il servizio di emergenza medica territoriale e non erano considerati quelli che si presentano direttamente in Pronto soccorso, che sono circa il 25% e che hanno tempi decisamente più lunghi”.
Terzo punto: “Sono stati analizzati solo i dati della Bassa Val di Cecina (area che è più vicina alla sede di una sala di emodinamica che è Livorno) ignorando la Val di Cornia che ha tempi di trasferimento ovviamente maggiori”.
“Il semplice concetto su cui ragionare - ha proseguito il sindaco del Comune di Rosignano - è che esiste un’ampia area che comprende Volterra e Alta val di Cecina, Valli Etrusche e isola d’Elba, che ospita 190mila abitanti durante l’inverno e più di un milione durante l’estate, che avrebbe la necessità di una sala di emodinamica in posizione intermedia tra Livorno e Grosseto. I numeri delle procedure che sarebbero effettuate da quella sala di emodinamica sarebbero molto superiori a quelli richiesti dal decreto Balduzzi e garantirebbero pertanto un’elevata qualità delle prestazioni. Si tratta solo di riconoscerlo - ha concluso - e, se si vuole che la Toscana diffusa non sia solo uno slogan, porre rimedio. Ricordo, a titolo di esempio, che tra Livorno, Pisa, Versilia e Massa ci sono 4 sale di emodinamica e 16 angiografi, a sud di Livorno neanche uno fino a Grosseto”.