Una riforma strutturale per trasformare la salute mentale da privilegio a diritto universale. È la proposta lanciata da Martina Cardosi, giovane di Cecina, dirigente di Avanti PSI e componente della segreteria nazionale del movimento, durante la Summer School "Next Gen" che si è svolta a Vieste, dove per giorni si sono confrontati decine di giovani provenienti da tutta Italia.
Dal dibattito è nata una piattaforma politica che punta a rimettere il benessere psicologico al centro dell'agenda nazionale, partendo da un dato che i partecipanti hanno definito ormai allarmante: la salute mentale rappresenta una delle emergenze più sottovalutate del Paese, soprattutto tra le nuove generazioni.
"Oggi c'è un'epidemia silenziosa che attraversa l'Italia e presenta il conto più pesante ai giovani. - ha affermato Cardosi - Non possiamo continuare a considerare la salute mentale un lusso riservato a chi può permetterselo. È un diritto costituzionale e come tale deve essere garantito a tutti".
I numeri fotografano una situazione critica. Oltre il 20% degli adolescenti italiani presenta sintomi di ansia o depressione clinicamente rilevanti, mentre circa il 40% delle persone che avrebbero bisogno di un supporto psicologico o psicoterapeutico rinuncia alle cure per motivi economici. Il costo medio di una seduta privata, compreso tra i 50 e gli 80 euro, rappresenta infatti una barriera insostenibile per molti studenti e lavoratori precari. A ciò si aggiunge il limite del Bonus Psicologo, che riesce a soddisfare meno del 5% delle richieste complessive.
Per questo, spiegano i giovani socialisti, non bastano interventi episodici o misure tampone. La proposta elaborata a Vieste punta a inserire pienamente la salute mentale nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), attraverso una riforma fondata su tre pilastri.
Il primo riguarda l'istituzione dello psicologo di base, una figura stabile e presente sul territorio, sul modello del medico di medicina generale, con funzioni di ascolto, prevenzione, individuazione precoce del disagio e orientamento verso i servizi specialistici del Servizio sanitario nazionale. Il secondo asse della riforma prevede il rafforzamento della rete dei consultori e l'introduzione strutturale dello psicologo nelle scuole di ogni ordine e grado, oltre che nei luoghi di lavoro. L'obiettivo è intercettare tempestivamente fenomeni come bullismo, disturbi del comportamento alimentare, ansia da prestazione e disagio lavorativo, evitando che si trasformino in patologie croniche. Infine, la proposta prevede un Piano nazionale per le risorse umane nella salute mentale, con lo sblocco delle assunzioni di psicologi e psicoterapeuti pubblici per rafforzare Dipartimenti di Salute Mentale e consultori, oggi fortemente sotto organico.
"La nostra non è una battaglia ideologica, ma una battaglia di giustizia sociale", sottolinea Cardosi. "Permettere che soltanto chi dispone di risorse economiche possa curare il proprio benessere psicologico significa tradire il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 32 della Costituzione. Vogliamo costruire un sistema in cui nessuno sia costretto a rinunciare alle cure per ragioni economiche".
La proposta, maturata dal confronto della Summer School di Vieste, rappresenta per il PSI un punto di partenza per aprire un confronto parlamentare e istituzionale su un tema che riguarda la qualità della vita, la salute pubblica e il futuro delle nuove generazioni.
"Investire nella salute mentale significa investire nel futuro del Paese. - ha concluso Cardosi - La politica ha il dovere di dare risposte strutturali, perché il benessere psicologico non può più essere un privilegio di classe, ma deve diventare un diritto universale".