Da un sogno a una grande realtà di ricerca partecipata con l’obiettivo di monitorare lo stato di salute del Mar Mediterraneo. Promosso da Fondazione Centro Velico Caprera ETS, con il contributo scientifico di One Ocean Foundation, in soli quattro anni il progetto M.A.R.E. (Marine Adventure for Research & Education) si è affermato come principale piattaforma non governativa di ricerca sul Mar Mediterraneo.
Oltre 6.700 miglia navigate, 46 ricercatori di 20 istituti in Europa, 200 campionamenti in tutto il bacino del Mediterraneo. Questi, in sintesi, i numeri emersi sabato 11 luglio al porto Marina Cala de’ Medici, che ha ospitato la presentazione della Missione 2026, incentrata sul Mar Tirreno.
Il catamarano Caprera, partito a maggio dalla base della Marina Militare de La Maddalena, naviga lungo le coste tirreniche per dieci settimane, toccando alcune delle principali tappe del Mediterraneo italiano.
Come ha spiegato Giulia Zeri, biologa marina e coordinatrice scientifica a bordo, “alle attività principali di ricerca scientifica della Missione – che comprendono lo studio dell’inquinamento ambientale e acustico, il monitoraggio della biodiversità marina e l’analisi degli effetti del cambiamento climatico – si uniscono a bordo ricercatori provenienti da Università e Istituti di ricerca italiani ed europei, impegnati a condurre i propri studi sul Mediterraneo”.
Un progetto che rende particolarmente orgoglioso Paolo Bordogna, presidente della Fondazione Centro Velico Caprera ETS che con una flotta di 110 imbarcazioni e 4.500 allievi formati ogni anno si configura come la prima scuola di vela del Mediterraneo.
“Quando abbiamo creato la Fondazione – ha detto Bordogna – abbiamo deciso i due pilastri essenziali del nostro operato: la cura del mare e il mare come cura. Oltre a promuovere il benessere psicofisico attraverso l'esperienza terapeutica della vela per persone fragili o in riabilitazione, riteniamo fondamentale salvaguardare l’habitat marino. Da qui la scelta di dare vita al progetto M.A.R.E., oggi divenuto piattaforma di ricerca e divulgazione scientifica di riferimento per la tutela del Mare Nostrum, aperta alla collaborazione tra istituzioni, aziende, studenti e ricercatori italiani e internazionali”
Matteo Italo Ratti, AD del Marina Cala de’ Medici, ha voluto sottolineare il grande valore del progetto di ricerca, perfettamente in linea con gli obiettivi del porto.
“Il Marina – ha detto Ratti – si è dato un codice etico per la tutela dell’habitat marino e la promozione dello sviluppo sostenibile. Non si tratta di un superficiale green washing, ma di una politica ambientale seria che attraverso il Consorzio Marine della Toscana sta diventando condivisione di standard e obiettivi”.
Presente all’iniziativa anche il Contrammiraglio Alberto Tarabotto, Comandante dell’Accademia Navale di Livorno.
“La salute del mare è nel Dna della Marina Militare – ha spiegato Tarabotto – per noi è un onore dare il patrocinio a percorsi di tutela ambientale. Ringraziamo il Marina Cala de’ Medici, realtà essenziale per l’intera costa toscana, per aver organizzato questo evento”.