La rinascita dei beni confiscati alle mafie e il sostegno alle fragilità sociali sono stati al centro dell’inaugurazione odierna a Donoratico, frazione di Castagneto Carducci, del “Capannone”, struttura sottratta alla criminalità organizzata e riqualificata grazie a risorse regionali.
L’immobile è stato intitolato alla memoria di Enzo Chioini, fondatore del presidio di Castagneto e San Vincenzo dell’associazione Libera.
Alla cerimonia, assieme al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, alla vicepresidente ed assessora regionale alla legalità, Mia Diop, sono intervenuti, tra gli altri, la sindaca di Castagneto, Sandra Scarpellini, il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti. il vescovo di Massa Marittima, monsignor Marcello Boldrini, e il consigliere regionale Alessandro Franchi.
“Restituire questi spazi alla comunità in cui insistono non è solo un segnale concreto contro la criminalità, ma un impegno verso chi è più fragile”, ha affermato il presidente Giani, evidenziando l’importanza di promuovere lavoro e inclusione sociale attraverso iniziative locali.
“Si tratta – ha proseguito - di un intervento di grande rilevanza e soprattutto di grande prospettiva in quanto la Regione ha svolto e sta svolgendo un ruolo determinante, contribuendo all’erogazione del contributo economico e sostenendo concretamente la realizzazione dell’intervento”.
La vicepresidente Diop ha così commentato l’avvio delle attività che saranno ospitate nella struttura sottratta alla criminalità: “La lotta alla mafia non è solo contrasto, significa trasformare beni sottratti all’illegalità in opportunità concrete per la comunità. Questo spazio diventa oggi un luogo di crescita, inclusione e servizi, in linea con le politiche di rigenerazione del territorio. Ogni mattone racconta un futuro diverso per chi vive situazioni di bisogno. È la prova che, quando istituzioni e società civile lavorano insieme, il welfare territoriale diventa realtà”.
“Questo Capannone è la dimostrazione che con impegno e lavorando insieme, possiamo realizzare sogni. Era la rappresentazione della negatività; adesso è bello e soprattutto utile. Su quell’immobile ci saranno le targhe che raccontano cosa era e in che modo è stato trasformato, ma da oggi in poi non parleremo di ciò che era, ma di ciò che sarà. Mensa e servizi per le persone più deboli partiranno e cresceranno nel tempo, ricordandoci coi fatti come la realtà si può trasformare in meglio”, ha commentato la sindaca Sandra Scarpellini.
Il fondatore di Libera, don Ciotti, ha ricordato che "la politica e le istituzioni devono fare la loro parte ma anche noi come cittadini dobbiamo fare la nostra" attraverso "l'impegno civile, la denuncia e cercando di avere il coraggio di avere più coraggio", così da impedire la "normalizzazione dei soprusi, dello strozzinaggio, delle cose negative che possono accadere".
Don Ciotti, che ha ricordato l'esempio della giovane toscana Rossella Casini, cui è intitolato il presidio di Libera di Donoratico e San Vincenzo, trucidata dalla mafia perché aveva tentato di distogliere dal sistema mafioso il fidanzato, ha ricordato che la criminalità organizzata la si combatte "colpendola negli interessi economici e nei guadagni illeciti".
Il prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, ha definito quella di oggi "una giornata di solidarietà, legalità, in cui vi è l'affermazione che lo Stato c'è ed è al fianco delle comunità territoriali con i suoi organi centrali e periferici".
"Spesso dai territori nascono storie bellissime, che parlano di riscatto, di comunità e di legalità che si fa opportunità. L’ex capannone industriale di Donoratico, confiscato e sottratto alla criminalità organizzata, oggi completamente ristrutturato grazie ai fondi stanziati dalla Regione Toscana e al grande impegno del Comune di Castagneto Carducci, diventa una realtà con una funzione sociale per la collettività. Un progetto che, anche grazie alle associazioni di volontariato, mette al centro i servizi per le persone più fragili e che vuole essere un punto di riferimento per iniziative di socialità e partecipazione. Un luogo che era simbolo di illegalità è stato restituito alla comunità e trasformato in uno spazio polifunzionale dedicato al sociale: una scelta oculata e lungimirante, che guarda ai bisogni reali del territorio. Ed è stato giusto e molto significativo intitolare questo spazio alla memoria di Enzo Chioni, che fu testimone e protagonista nella battaglia per la legalità e contro le mafie. Oggi a Donoratico, con il presidente Giani, la vicepresidente Diop, la sindaca Scarpellini e don Luigi Ciotti, abbiamo inaugurato qualcosa di più di uno spazio fisico: abbiamo riaffermato il primato della democrazia sul crimine e della solidarietà sull'indifferenza. Questo immobile, un tempo simbolo di oppressione e malaffare, rinasce oggi come una vera "casa dei cittadini". È la dimostrazione plastica che la legalità non è solo un concetto astratto, ma un valore che genera valore: produce servizi, aggrega le persone e costruisce futuro. Restituire alla collettività ciò che le era stato tolto con il malaffare è la risposta più potente che le istituzioni possano dare" ha detto Alessandro Franchi, consigliere regionale del Partito Democratico.
L’intervento riguarda il fabbricato industriale di via IV Novembre, a Donoratico, confiscato nel 2019 e divenuto patrimonio del Comune di Castagneto Carducci nel 2021 a seguito del trasferimento da parte dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità. L’immobile, a quel punto, è stato inserito in un accordo pluriennale con durata 2022-2024, finalizzato a trasformare il bene in un servizio di utilità sociale per la comunità locale.
Nella struttura è stata realizzata una mensa con cucina per la produzione e distribuzione di pasti, sia da consumare in loco che da asporto, destinati a persone segnalate dai servizi sociali. La struttura include inoltre servizi igienici per il personale e gli ospiti, una lavanderia, due camere con bagno dedicate a esigenze di prima accoglienza, un locale infermeria e un’aula didattica.
L’investimento complessivo ammonta a 1.190.450 euro, suddiviso in 195.000 euro per il 2022, 500.000 euro per il 2023 e 495.450 euro per il 2024.