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giovedì 30 giugno 2016

Attualità mercoledì 02 settembre 2015 ore 17:30

Vino: un 'millesimo da ricordare'

Settembre tempo di vendemmia: secondo Coldiretti sarà una ottima annata per il vino toscano, anche per l'economia

TOSCANA — Un 'millesimo da ricordare'. Per ora è solo una premonizione per la prossima vendemmia, ma si posa su basi oggettive. Di sicuro, infatti, una stagione così non si vedeva da un bel pezzo. A dirlo è Coldiretti Toscana, che sta monitorando in tutta la regione lo stato di avanzamento della maturazione delle uve. A giovarne, secondo l'associazione di categoria, non saranno solo naso e palato di intenditori, ma anche export e occupazione

La raccolta delle uve bianche precoci è iniziata a cavallo tra la seconda e la terza decade di agosto. Le uve Merlot e quelle a bacca bianca per la produzione della Vernaccia di San Gimignano verranno conferite a partire dal 10 settembre, mentre all'inizio di settembre inizia la raccolta delle uve rosse nelle zone del Bolgheri e del Morellino di Scansano. Per la vendemmia delle uve per la produzione dei Docg (Chianti, Chianti Classico, Carmignano, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino), si dovrà attendere la seconda decade di settembre. Ma il prossimo weekend sarà anche quello dell'inizio della raccolta nelle piccole Doc toscane come il Montecarlo e Colline Lucchesi, Candia dei Colli Apuani e Colli di Luni.

In Toscana ci sarà probabilmente meno vino rispetto allo scorso anno (-5%), ma più rispetto alla media degli ultimi cinque (+5%), tuttavia i presupposti per un'annata da incorniciare ci sono tutti. L'uva si presenta oggi sanissima, bella e profumata (si è raccolto appena il 10%).

Secondo le previsioni del Centro studi di Assoenologi, in Toscana, si produrranno 2,6 milioni di ettolitri di vino (è l'unica regione dove non è previsto un aumento di produzione), il 70% destinato alle produzioni Doc. Lo scorso anno la produzione era stata di intorno ai 2,7 milioni di ettolitri.

''La scorsa stagione era stata sofferta e complicata - spiega Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana - per via delle condizioni climatiche avverse, ben diverse da quelle che stiamo vivendo oggi. L'unico pericolo è stato rappresentato dalla siccità che per alcune settimane ci ha fatto temere il peggio. Le viti hanno rischiato uno stress idrico molto prolungato che avrebbe potuto produrre conseguenze molto negative. Quella che abbiamo davanti è finalmente una bella annata come da un po' non se ne vedeva''.

L'inverno ricco di precipitazioni, la primavera mite, un'estate calda (il luglio più caldo degli ultimi due secoli) che i viticoltori hanno compensato con l'irrigazione di soccorso, le precipitazioni miracolose di agosto, con il conseguente abbassamento delle temperature e l'inesistenza delle peronospora e di altre malattie che invece avevano funestato la precedente annata, assicurano da Coldiretti, ci regaleranno grandi vini in tutta la regione.

Queste due settimane di inizio settembre saranno comunque decisive: alle viti serve ancora un po' pioggia e di un po' sole per completare un percorso di maturazione praticamente perfetto, sperando che non ci siano scherzi fuori programma come grandinate o raffiche di vento.

Da un punto vista sanitario, i vigneti non presentano fitopatie. La fisiologia della pianta, rispetto allo scorso anno, evidenzia grappoli più spargoli con acini di dimensioni leggermente più ridotte, dovuto a un ciclo vegetativo piuttosto altalenante. Dopo un germogliamento nella media stagionale, si è infatti registrato un anticipo dell'invaiatura di circa dieci giorni.

La raccolta dell'uva, e così il settore legato all'economia del vino, imprimerà una spinta sul fronte del lavoro 'consentendo, spiega Marcelli di Coldiretti "l'attivazione di 4-5 mila posti di lavoro stagionali nelle aziende vitivinicole della nostra regione principalmente concentrate nell'area del fiorentino, senese, grossetano e livornese". "Fino a qualche anno fa - ricorda - erano principalmente i giovani a voler fare l'esperienza della raccolta dell'uva; negli ultimi due-tre anni, anche per necessità, sono in aumento le persone di tutte le età che hanno perso lavoro o che devono arrotondare perché non ce la fanno ad andare avanti. L'agricoltura sta offrendo risposte anche a queste fasce deboli della nostra società''.

 "Molto positivi - prosegue Marcelli - anche i primi dati sui consumi all'estero: nel primo trimestre dell'anno in corso, la regione è stata capace di esportare 200 milioni di euro di vino, il 20,7% in più (lo scorso anno, di questo periodo erano stati esportati 165 milioni di euro di prodotto in valore). Possiamo registrare, se questo sarà la velocità di corsa, un nuovo record e abbattere il muro degli 800 milioni''.

Complessivamente, sono circa 26mila le aziende che praticano la coltivazione della vite, il 36% di quelle presenti (dati Censimento 2010), poco meno di 58mila gli ettari di superficie destinati al prezioso nettare di cui 45mila destinati a Doc e Docg.

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