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giovedì 21 settembre 2017

Attualità giovedì 13 luglio 2017 ore 15:40

Siccità, ventidue pozzi per dissetare la Toscana

SERVIZIO - SICCITA', VENTIDUE NUOVI POZZI PER DISSETARE LA TOSCANA

Il governatore Rossi ha varato il secondo piano per la crisi idrica nelle zone più a rischio: Elba, Versilia, Lunigiana, Valdelsa, Cecina e Volterra

FIRENZE — Quattro milioni di euro per costruire in tempi brevissimi 22 pozzi nelle zone della Toscana maggiormente colpite dalla siccità. E' la richiesta al governo contenuta nel decreto che il presidente Enrico Rossi ha firmato oggi varando il secondo piano straordinario per la gestione della crisi idrica e idropotabile in Toscana, che fa seguito della dichiarazione dello stato di emergenza regionale.

I primi quattro milioni saranno necessari per la realizzazione di cinque pozzi all'Isola d'Elba, tre in Lunigiana e Versilia, sette in Valdelsa, cinque a Cecina e due a Volterra. I lavori si concluderanno tra la fine di agosto e i primi di settembre.

"Dal punto di vista dell'approvvigionamento idrico a uso potabile la Toscana ha realizzato negli anni passati 112 interventi per 32 milioni di euro, grazie alle quali possiamo dire che è in sicurezza quasi tutta la regione - ha spiegato Rossi - Permangono però una serie di criticità, in Versilia, in Lunigiana e soprattutto all'isola d'Elba: verranno affrontate con queste nuove opere. Poi all'Elba in particolare, partirà entro la fine dell'anno il dissalatore per 14,5 milioni di euro di cui 2,5 milioni di risorse regionali, che risolverà in via definitiva il problema delle crisi idriche".

Il decreto firmato oggi si aggiunge a quello firmato la settimana scorsa riguardo l'irriguo nella Val di Cornia con un intervento da centomila euro per la Fossa Calda che addurrà acqua da Piombino.

Per prossimo 19 luglio il presidente Rossi ha convocato una nuova riunione dove verranno programmate opere di carattere più generale.

Saranno chiesti al governo altri 12 milioni per ulteriori opere fra cui la grande autostrada dell'acqua tra Garfagnana, Lunigiana e Livorno. Inoltre si pianificherà di utilizzare quattro milioni di fondi europei per realizzare invasi privati per l'agricoltura.

Al centro della riunione anche il punto sulla diga di Montedoglio, dove stanno per partire i cantieri per il raddoppio della capacità di invaso di quello che è il più grande bacino dell'Italia centrale, il bacino del Merse che sarà realizzato in Maremma e infine l'operazione a Pian di Goro per l'approvvigionamento idrico a fini agricoli della Val di Cecina.

"Ci troviamo ad affrontare l'alternanza di periodi di siccità come l'attuale, che si presentano ogni cinque anni con periodi di piogge intense che generano dissesto idrogeologico e alluvioni - ha commentato il presidente Rossi - La parte agricola è quella che al momento ne risente maggiormente, specialmente in Maremma, e infatti si calcolano danni per 150 milioni che abbiamo già segnalato alla Protezione civile. Vogliamo risolvere in ogni modo il problema su versante agricoltura perché non vogliamo perdere le nostre coltivazioni o rischiare di veder morire tutte le viti che sono state appena reimpiantate. La Toscana si sta attrezzando per reagire ai cambiamenti climatici e rimanere la bella regione che è".

"Con la firma di questo decreto – ha aggiunto l'assessore Federica Fratoni - abbiamo dato una risposta in anticipo ai tempi di legge ad una crisi che si sta rivelando pesante: nella zona centro meridionale e costiera della Toscana nei confronti dell'agricoltura, e nella zona insulare e sulla costa settentrionale nei confronti della risorsa idropotabile. Questo Piano ci permetterà di arrivare alla fase più critica dell'emergenza, prevista a fine estate, più preparati a ridurre al minimo i disservizi e i disagi per i cittadini".

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