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martedì 06 dicembre 2016

Politica mercoledì 29 aprile 2015 ore 17:02

Solvay: 20 milioni di nuovi investimenti

L'annuncio arrivato al teatro Solvay gremito per il governatore uscente Rossi che ha parlato di industria, sviluppo costiero e autostrada

ROSIGNANO MARITTIMO — "In questi anni la Regione Toscana ha mostrato la ferma necessità che il parco e lo stabilimento Solvay non dovessero arretrare. La Regione ha rappresentato per la dirigenza dell’impresa una ‘sicurezza’, imponendosi come partner privilegiato per il mantenimento e lo sviluppo della presenza industriale". Ha aperto così il suo intervento di oggi, 29 aprile, al teatro Solvay di Rosignano il governatore uscente Enrico Rossi e candidato alla presidenza della Toscana alle prossime regionali del 31 maggio. Durante l'incontro Rossi ha annunciato nuovi investimenti della Solvay: "due nuovi impianti chimici innovativi, uno per la produzione di acido peracetico da 1 milione di euro e un impianto d’acqua ossigenata per industria elettronica da 20 milioni".

Rossi guarda al futuro: "ora dobbiamo alzare l’asticella ancora verso l’alto, spingendoci oltre, per conciliare industria e ambiente; chi le contrappone prende una strada pericolosa; l’industria non è un residuo del passato; se perdiamo una buona base industriale non ce la faremo solo col turismo, che nei suoi eccessi diventerebbe un fenomeno speculativo, ad esempio con le seconde case". "Lo sviluppo industriale non è qualcosa che sta nel passato, ma qualcosa che può stare nel nostro futuro, come questo stabilimento" ha dichiarato a proposito della Solvay. 

Tra gli impegni ha annunciato che il tema dell’energia sarò portato ai tavoli del Governo:  "la prossima settimana firmeremo l’accordo di programma col Governo per energia e parco industriale". "Questa primazia che la Solvay sta conquistando non deve essere messa in discussione dal costo dell’energia - ha aggiunto - è una partita importante e deve stare al centro delle scelte di politica industriale nazionale",

Non solo Rosignano: "il nostro obiettivo è quello di riconciliare l’industria e la Toscana, contribuendo a cambiare la cultura politica e la costa è il nostro punto debole, Livorno ha bisogno di 25mila posti di lavoro, su Piombino ci stiamo riuscendo, col porto nello stabilimento; introducendo elementi competitivi una svolta l’abbiamo prodotta, ma la locomotiva di Livorno è il porto: noi ci siamo, da lì si riparte". "La competitività è un problema, che non riguarda solo il capitale ma anche il lavoro, perché il capitale si muove come le navi e noi dobbiamo investire e ammodernare - ha detto Rossi - Tocca alle forze sociali. Se la Toscana trova qui il suo futuro la fascia costiera riparte".

Il governatore uscente ha parlato anche della Tirrenica: "il correlato della politica industriale è l’impegno per una moderna infrastruttura viaria tirrenica, che ci faccia recuperare velocità e modernità". "Abbiamo bisogno di quattro corsie da Fonteblanda e Tarquinia - ha aggiunto - senza alterare il contesto ma dando a tutti i cittadini toscani un’opportunità di movimento e di velocità".

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