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mercoledì 13 dicembre 2017

Attualità sabato 02 dicembre 2017 ore 13:55

Rea Impianti difende il progetto di Scapigliato

La società che vuole trasformare la discarica in "fabbrica del futuro" chiede di porre fine a una "inutile e improduttiva campagna polemica"

ROSIGNANO MARITTIMO — Con un comunicato aziendale non firmato, la Rea Impianti difende il progetto "La fabbrica del futuro", per l'ammodernamento della discarica di Scapigliato, e annuncia una campagna informativa casa per casa, nei comuni di Rosignano, Santa Luce e Orciano Pisano.

Da tempo e da più parti, infatti, sono arrivati dubbi e perplessità sul progetto, insieme a qualche richiesta di chiusura definitiva del sito di Scapigliato.

"L’unica cosa da chiudere - recita il comunicato di Rea Impanti -, per quanto ci riguarda, in questa vicenda di Scapigliato è questa estenuante, inutile e improduttiva campagna polemica. Davvero è possibile pensare che con la banalizzazione, la semplificazione e la mistificazione si possa affrontare o gestire un problema così importante come la gestione dei rifiuti nei nostri territori e nella nostra Regione?

In Toscana vengono prodotti ogni anno oltre 12milioni di tonnellate di rifiuti, tra industriali ed urbani. Scapigliato ne tratta e ne smaltisce ogni anno circa 400mila tonnellate. Quindi circa il 3% del quantitativo complessivo.

Scapigliato ha presentato un progetto che prevede, nei prossimi anni, la realizzazione di impianti industriali che sostituiscano e superino la discarica come sistema di smaltimento e quindi diminuiscano i quantitativi di rifiuti. Questo in realtà è quello che viene chiamato il 'raddoppio' della discarica: oltre 70milioni di euro di investimenti; biodigestore; compost verde; nuovi impianti di selezione per creare ancora più energia, biometano e nuova materia prima dai rifiuti senza smaltirli in discarica; incubatore green; il Centro regionale per l’economia circolare.

Per fare questo, Scapigliato dovrà continuare la propria attività, pur diminuendo i quantitativi smaltiti, e utilizzerà i profitti della discarica, che non sono soldi che provengono dalle tasche dai cittadini, ma dalla capacità di fare utili sul mercato, per reinvestirli e creare lavoro, occupazione, innovazione tecnologica e nuove forme di agricoltura.

E, poiché la Società è pubblica, è il pubblico che arricchisce il proprio patrimonio derivandolo da attività di mercato. Cosa c’è che non va in un progetto come questo? Perché quando lo raccontiamo all’esterno non c’è nessuno che non lo apprezzi e non esprima meraviglia per un programma così innovativo? Perché invece di accanirci sul problema dello smaltimento finale, non facciamo una battaglia comune perché si producano meno rifiuti, e le normative obblighino i produttori a prevedere che gli scarti delle lavorazioni, le confezioni e i prodotti siano ammissibili solo se programmati da un percorso di recupero di materia o di produzione di energia? Davvero vogliamo fare polemica basandoci sulla mistificazione e sulla disinformazione? Cosa c’entra il ricatto occupazionale?

La Regione Toscana nel procedimento istruttorio per la nuova autorizzazione per la continuità della discarica, ci ha chiesto formalmente di rappresentare lo scenario che si definirebbe nel caso questa venisse negata. Cosa gli dovevamo dire? Che non accadeva nulla e che i lavoratori sarebbero stati tutti nuovamente assunti in strutture industriali inesistenti per il recupero di rifiuti? È ovvio che, se il progetto di Scapigliato non venisse approvato, ci sarebbero pesanti conseguenze, non solo per l’occupazione di centinaia di persone, ma anche per molte imprese toscane che qui conferiscono i rifiuti (l’80% del totale dei rifiuti speciali non pericolosi vengono conferiti da aziende toscane), che vedrebbero incrementare i costi perché devono rivolgersi all’estero o ad altre zone di Italia che sono in grado di smaltirli, e anche per i cittadini, perché i costi di smaltimento dei rifiuti urbani aumenterebbero, dovendo trovare altri impianti distanti dal territorio, anche più costosi. Questa è la realtà dei fatti. Se c’è interesse a discutere sul serio, noi siamo disponibili, sempre, e nel rispetto delle opinioni diverse, ma in modo assolutamente costruttivo.

Proprio per questo, in questi giorni è in distribuzione a tutte le famiglie dei Comuni di Rosignano Marittimo, Santa Luce e Orciano Pisano una brochure informativa che ha lo scopo di descrivere ai cittadini, dettagliatamente, cosa è il progetto 'la fabbrica del futuro' ".

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