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sabato 27 agosto 2016

Cronaca giovedì 14 gennaio 2016 ore 10:54

Parà ucciso dall'uranio, lo Stato deve risarcire

I militari in missione non sarebbero stati protetti a dovere. La sentenza di condanna è stata emessa dal Tribunale di Firenze

ROSIGNANO M.MO — Lo Stato dovrà risarcire la vedova e la figlia del parà residente a Rosignano, morto nel 2000, al'età di 41 anni. A stabilirlo è una sentenza del tribunale di Firenze, secondo il quale il militare sarebbe deceduto perché lo Stato non avrebbe protetto a dovere i propri soldati.

L'accusa riguarda l'assenza di equipaggiamento adeguato alle circostanze di pericolo: dieci mesi, tanto bastò al maresciallo Pasquale Cirelli per andarsene a causa del contatto con uranio impoverito durante alcune missioni nell'est Europa, in Somalia e Bosnia Herzegovina. Ne era scaturita una battaglia legale col Ministero della Difesa. La sentenza, di primo grado, stabilisce che lo Stato rimborsi ai familiari una quota di 866mila euro. Resta ancora da definire la partita risarcitoria al Tar per le sofferenze subite dal militare durante la malattia.

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