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martedì 30 agosto 2016

Attualità martedì 09 febbraio 2016 ore 10:26

Il sottosegretario spiega le mafie

Il professore Isaia Sales, collaboratore del governo Prodi, presenta il suo ultimo libro a Donoratico. L'evento è organizzato da Libera e dal Comune

CASTAGNETO CARDUCCI — A Donoratico da circa un mese è iniziato il corso dedicato alla storia delle mafie e dell'antimafia in Italia, organizzato dal Comune di Castagneto Carducci e dal presidio di Libera "Rossella Casini".

La prossima lezione si svolgerà venerdi 12 febbraio, alle 17,30 nel salone dei convegni della Usl (piazzale Europa, dietro il distretto sanitario) sarà aperta a tutti i cittadini e avrà un ospite d'eccezione, il professore Isaia Sales, che presenterà il suo ultimo libro Storia dell'Italia mafiosa. Perchè le mafie hanno avuto successo edito da Rubbettino.

L'incontro pubblico inizierà con il saluto del sindaco di Castagneto Carducci, Sandra Scarpellini, per poi lasciare spazio al professor Sales. Diversamente da quanto annunciato, il prouratore della Repubblica di Livorno, dottor Squillace Greco, ha annullato la sua partecipazione a causa di "imprevisti e improrogabili impegni familiari".

Isaia Sales, oltre ad insegnare storia delle mafie all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è editorialista del quotidiano Il Mattino ed è stato sottosegretario al Ministero del Tesoro del primo governo Prodi.

Autore di numerosi saggi sul sud d'Italia e sui fenomeni mafiosi, Isaia Sales in questo libro ricostruisce in maniera unitaria la storia della 'ndrangheta, della mafia, della camorra, dalla nascita nel Mezzogiorno Borbonico allo sviluppo nell'Italia post unitaria, al definitivo affermarsi in età repubblicana , fino ai nostri giorni.

Sales dimostra come il racconto delle mafie, pressochè immutato da due secoli, in quanto frutto esclusivo del Sud Italia, della sua arretratezza economica e sociale, di una cultura omertosa e complice, sia un formidabile ostacolo alla comprensione del fenomeno criminale.

Pagine appassionanti svelano perchè le mafie, nonostante gli auspici di tanti, non siano state sconfitte dalla modernità, anzi si siano trovate a pieno agio dentro di essa, senza alcun imbarazzo.

E sono ancora qui, nell'Italia post moderna di oggi, nel mondo di Google e dell'Ipad. Non solo nel Mezzogiorno.

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