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domenica 29 maggio 2016

Attualità giovedì 19 febbraio 2015 ore 13:01

Appello alla Regione per salvare le aree protette

Lipu, Legambiente e Wwf scrivono al presidente Rossi:la tutela della biodiversità diventi di competenza regionale perchè le Province non hanno risorse

FIRENZE — Nell'ambito del percorso di riordino istituzionale, tra le materie di competenza provinciale trasferite alla Regione non figurano, nell'attuale proposta di legge, le aree protette e la biodiversità, che rimarrebbero di competenza delle Province. Per Legambiente, LIPU e WWF si tratta di "una scelta sbagliata e incomprensibile". Per questo le tre associazioni hanno scritto una lettera al governatore della Toscana Enrico Rossi, invitandolo a modificare l'attuale testo normativo, in modo da ricomprendere anche aree protette e biodiversità fra le materie di competenza regionale.

Le Province, scrivono le tre associazioni ambientaliste, saranno "dotate di sempre minori risorse e avranno un futuro del tutto incerto". "Come si può pensare - si legge nella nota - che Enti sempre più svuotati di risorse e di prospettive possano adeguatamente assolvere un compito complesso e di pubblico interesse come la gestione delle aree protette e la salvaguardia della biodiversità?"
Con questa scelta per Wwf Lipu e Legambiente "sembra che la Regione Toscana consideri biodiversità e aree protette come questioni di serie 'B', separate e secondarie rispetto alle altre politiche di gestione delle risorse ambientali (foreste, difesa del suolo, agricoltura, caccia e pesca, ecc.) delle quali si è invece assunta la competenza".

Da qui la richiesta a Rossi di passare alla Regione la competenza su questa materia. Una scelta che "permetterebbe di assolvere in modo efficace ad un compito complesso come quello della tutela ambientale, compito che potrà essere adeguatamente svolto solo se guidato da una regia unica e forte e solo se verranno messe in connessione e collaborazione tutte le risorse umane e materiali che ad oggi sono state finalizzate a queste tematiche sia a livello di uffici regionali che di uffici provinciali e che in un futuro potrebbero creare una struttura unica e coordinata di lavoro".
"Biodiversità e aree protette non possono e non devono essere abbandonate su un binario che rischia di essere un binario morto - concludono le associazioni – bensì devono essere elemento centrale delle politiche territoriali e ambientali e come tali ad esse vanno dedicate adeguate risorse e una adeguata ed efficace struttura organizzativo-gestionale, che non può prescindere da un passaggio diretto di queste materia alla competenza regionale".

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